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INCHIESTA
Piazza Santo Stefanmo
A cura di Paola Benassi e Beatrice Bellucci
Come
vivono i giovani la piazza delle sette Chiese?
Piazza Santo Stefano dall'alba al tramonto
La parola ai residenti
Il grande fratello vi guarda
Intervista al Presidente del Quartiere Santo Stefano
Nuova sanità: progetto di mediazione.
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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
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"IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA"
Parliamo di sorveglianza in piazza S.Stefano.
Ammirando piazza S.Stefano, non ho potuto fare a meno di notare le telecamere
sparse un po' ovunque sotto i portici. E passeggiando intorno alla basilica
ho visto un'auto della polizia ferma, 24 ore su 24, a sorvegliare la casa
del Presidente Prodi. A quel punto mi sono chiesto: i giovani che vengono
qui si lasceranno influenzare da tutto questo, o non gliene importa un
bel niente?
Chiediglielo, Flow, chiedilo direttamente a loro.
Fermo qualche studente: parliamo della piazza, di quanto è bella,
eccetera eccetera. Poi la domanda: le telecamere e tutto il sistema
di sorveglianza e sicurezza cambiano il modo di comportarsi dei ragazzi
in generale e il tuo in particolare?
Per quanto riguarda la situazione generale, molti giovani sostengono
che sì, una qualche forma di influenza sui comportamenti ci deve
pur essere e che il fatto di sapersi sotto l'occhio di una telecamera
non può non spingerti ad agire in modi più corretti. Spostando
l'attenzione sul singolo, però, il discorso cambia: in realtà
quasi nessuno si lascia intimidire dagli occhi elettronici, "magari
se mi devo fare una canna mi sposto un po', ma alla fine non gliene frega
niente a nessuno". Mi indicano una coppia di spacciatori, proprio
lì accanto, e nel frattempo tirano fuori filtri e cartine. Loquacità
in aumento. "Non controllano". Sono in pochi ad ammettere
serenamente che è come se le telecamere non ci fossero e quella
macchina della polizia, dietro l'angolo, non farà mai nient'altro
che tenere d'occhio quella strada e quella casa perché quello che
succede in piazza non la riguarda. Sembra che ogni tanto, durante
le calde e rumorose nottate primaverili, arrivino i vigili: nemmeno questo
sembra influire sul comportamento dei giovani "alla fine, siamo in
tanti: cosa possono fare?"
La mia domanda ha avuto come risposta un 'nì'.
Non mi soddisfa, voglio saperne di più. Voglio chiedere a chi abita
in piazza S.Stefano cosa ne pensa. I residenti con cui ne ho parlato sono
concordi nel sostenere che le telecamere non servono a niente. Anche il
presidente del Quartiere S.Stefano, Andrea Forlani, ritiene che
le telecamere siano inutili per contrastare i comportamenti di disturbo
o comunque scorretti di alcuni giovani che abitualmente frequentano la
piazza. Infatti mi viene spiegato che non c'è nessuno che guardi
ciò che le telecamere riprendono così assiduamente: le registrazioni
sono usate soltanto per indagini posteriori a commissione di reato, per
nient'altro.
Chiarito questo punto, chiedo maggiori informazioni su quell'auto
ferma dietro l'angolo della basilica. Mi confermano che, come da mandato,
per nessun motivo quell'auto si può muovere: in piazza potrebbe
succedere qualunque cosa, ma tutto ciò che quei due poliziotti
possono fare è contattare qualcun altro.
Finalmente capisco qualcosa di più, e capisco anche meglio quello
che i ragazzi intendevano dire: le telecamere, l'auto della polizia
finché non ci si comporta in modo da attirare pesantemente l'attenzione,
è come se non ci fossero. Quindi i giovani continuano ad incontrarsi
nella piazza e a comportarsi come se nessuno sorvegliasse la zona. A volte
arriva una pattuglia della polizia, ma neppure questo ha una qualche conseguenza.
Qualche residente sostiene che una sola pattuglia sia insufficiente per
eliminare i comportamenti di maggiore disturbo, quelli che creano disagio:
mi hanno detto che qualche anno fa, di notte, arrivavano le camionette
e che soltanto quello era il tipo di sorveglianza che modificava davvero
le abitudini dei ragazzi.
Adesso il dubbio è un altro: sembra che la sorveglianza influisca
sul comportamento dei giovani soltanto se è davvero presente e
mirata a ciò. Ma la bella piazza S.Stefano è davvero così
controllata come vuole apparire?
Beatrice
Bellucci partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo Civico/Etnografia
Urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica-anno accademico 2006-2007
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