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INCHIESTA
PIAZZA VERDI
Flow
approda in piazza Verdi
E' giunta l'ora
di ascoltare la piazza
Ore
venti la piazza è divisa in due
Ma
la notte no
Niente
alcolici dalle 10 nei take away e alle tre tutti a casa
Dateci carta
e penna, vi costruiremo un ponte
Un
POnte di proposte per la Piazza,
Ecco
come la voce dal basso arriva in alto
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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
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E' GIUNTA L'ORA DI ASCOLTARE LA PIAZZA
Piazza Verdi nelle parole dei suoi protagonisti: studenti e residenti.
In che modo viene vissuta la Piazza da chi la frequenta? Come si potrebbe
migliorarla?
Sono noti i provvedimenti amministrativi predisposti fino ad oggi per
venire incontro alle richieste dei residenti?
Una
volta avvicinato l'oggetto della nostra analisi, inteso sia come Piazza
Verdi in sé sia come il multiforme pubblico che la popola, ci
siamo subito resi conto di una cosa: quella che altrove viene presentata
come una insanabile contrapposizione tra categorie opposte (studenti
e residenti), in realtà assume spesso sfumature ben più
variegate.
Nelle nostre oltre venti interviste ci siamo concentrati principalmente
su 4 aree: 'Opinioni sulla Piazza', 'Esperienze nella Piazza', 'Proposte
per la Piazza' e 'Conoscenza dei provvedimenti amministrativi sulla
Piazza'. Combinando i dati emersi, volevamo farci un'idea abbastanza
precisa non solo delle opinioni degli intervistati, ma anche di quanto
queste fossero basate su esperienze dirette piuttosto che su nozioni
o aneddoti derivati da terzi.
Ciò che emerso è che, su molte questioni (una
per tutte le condizioni igieniche della Piazza), quegli studenti che
qui chiamiamo 'Senza Polis' e i residenti la pensano in modo più
simile di quanto non credano loro stessi.
Quindi, nonostante non manchino motivi di dissenso (specialmente per
quel che riguarda miglioramenti attuabili e da attuarsi), sono molto
maggiori quelle che dovrebbero spingere le parti in causa a ricercare
una soluzione pacifica e civile per i contrasti in atto.
Opinioni sulla Piazza
Per prima cosa chiedevamo agli intervistati di descrivere Piazza Verdi,
immaginando di raccontarla a qualcuno che sapevano non esserci mai stato:
in questo modo pensavamo di ottenere - a grandi linee - l'immagine mentale
che ognuno aveva del luogo e delle sue frequentazioni.
La quasi totalità delle persone, studenti e residenti,
ha indicato immediatamente la Piazza come un luogo sporco, popolato
a frangenti da gente poco raccomandabile: in definitiva un ambiente
non proprio gradevole. "É un luogo di degrado,
purtroppo: oggi è solo sporco e rumore, e se anche l'amministrazione
decide di installare un gabinetto pubblico, come al Pratello, la gente
non lo usa e lo scempio resta identico" commenta un'insegnante
sulla sessantina residente in centro.
Esperienze nella Piazza
Poi chiedevamo se l'intervistato passava del tempo in Piazza, e cosa
facesse durante queste visite: si è andati da chi ci passa sempre
per motivi di lavoro o di svago fino a chi gira spesso al largo per
motivi personali. "L'altro giorno sono passata e ho trovato gente
ubriaca e queste bestie senza museruola" riferisce una residente
sui quaranta anni.
L'obiettivo principale, però, era capire come viene vissuta la
Piazza, e l'idea che ci siamo fatti è che essa sia vista in maniera
generalizzata come un punto di incontro, di passaggio: "Abbiamo
appena finito di studiare, facciamo una sosta qui e poi via" racconta
uno studente fuori sede al secondo anno. "Io, frequentando molto
via Zamboni (sto molto in Biblioteca), praticamente vivo qua!"
ci spiega un altro studente fuori sede al terzo anno, e infine un professore
sulla settantina davanti al Teatro ci dice "Frequento il teatro
e abito qui vicino. Passo spesso di qui ma è difficile che mi
trattenga in piazza".
Persino l'unico studente straniero che ci è capitato di intervistare
(un ragazzo di Amsterdam, in Italia da quattro mesi) ha ammesso di passare
spesso da Piazza Verdi durante le uscite con gli amici.
Proposte per la piazza
A questo punto invitavamo le persone a sbizzarrirsi: "Cosa cambiereste
in Piazza se aveste la proverbiale bacchetta magica?".
Partendo dai punti in comune emersi, tra studenti e residenti
è universale la pretesa di rendere disponibili al più
presto servizi igienici pubblici.
Inoltre, è indiscriminata anche la richiesta di un ambiente
più tranquillo e pulito - mentre cambiano i suggerimenti per
ottenerlo: "Più pulizia: quando vedo ragazzi seduti
per terra con zaini e bottiglie a fianco mi chiedo dove sia finito il
senso civico" commenta un'insegnante sulla settantina residente
in centro, mentre una lavoratrice bolognese sulla trentina sostiene
che "Nessuno ama lo sporco e il bivacco, ma senza pattumi o panchine
certe condizioni si creano per forza".
Tuttavia è emerso un punto di forte disaccordo, riguardo al ruolo
che dovrebbero ricoprire le Forze dell'Ordine in un ipotetico processo
di miglioramento. Infatti, se da un lato i residenti chiedono "più
controllo, più agenti per far rispettare le norme del pubblico
decoro" e ancora "più pulizia e più Polizia:
qui è schifoso", gli studenti dal canto loro sembrano subire
la presenza delle Forze dell'Ordine piuttosto che trarne reale giovamento,
perchè secondo loro "c'è troppo controllo di Polizia,
è come una cappa di tensione", dato che "ogni volta
che arrivo qui mi sembra di stare allo stadio, con camionette ovunque".
Conoscenza dei provvedimenti amministrativi sulla Piazza
Per concludere l'intervista, ci informavamo su quanto residenti e studenti
sapessero delle ordinanze emesse dall'amministrazione per regolamentare
il consumo di alcolici e gli orari di chiusura dei locali.
In questo frangente abbiamo riscontrato senza dubbio i risultati più
coerenti: quasi tutti gli intervistati sono al corrente del fatto che
sia stata emessa una qualche ordinanza relativa a Piazza Verdi, ma difficilmente
riescono a distinguere le varie disposizioni dirette verso i diversi
soggetti. Insistendo, si scopre ad esempio che pochissimi conoscono
appieno l'ordinanza più recente, sebbene entrata in vigore pochi
giorni prima dell'intervista. Sul punto regna piuttosto un caos generalizzato
e in definitiva alquanto buffo.
La maggioranza confonde il limite per la chiusura dei locali con quello
per la vendita al dettaglio di alcolici. "Mi pare che i locali
debbano chiudere alle tre" azzarda un professore sulla settantina,
e riguardo ai limiti d'orario per la vendita di alimentari risponde
"No guardi io consumo pochi alcolici e poi a quell'ora dormo".
C'è poi chi evidentemente ha sentito parlare dell'argomento,
ma non ricorda bene e 'ci prova', come uno studente al terzo anno che
alla domanda "Sai dell'ordinanza che è entrata in vigore?"
replica "Si quella dell'una!". Infine c'è anche chi
arriva alla confusione totale, come una studentessa al quarto anno che
risponde: "Mi sa fino a mezzanotte...Oppure no...No aspetta: cos'è
che so?".
Nicola Poletti,
partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo Civico-etnografia
urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica-anno accademico 2006-2007
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