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INCHIESTA
PIAZZA VERDI
Flow
approda in piazza Verdi
E' giunta l'ora
di ascoltare la piazza
Ore
venti la piazza è divisa in due
Ma
la notte no
Niente
alcolici dalle 10 nei take away e alle tre tutti a casa
Dateci carta
e penna, vi costruiremo un ponte
Un
POnte di proposte per la Piazza,
Ecco
come la voce dal basso arriva in alto
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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
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ORE VENTI, LA PIAZZA E' DIVISA IN DUE
Le strategie di sorveglianza della piazza si concretizzano in una costante
e cospicua presenza di volanti e camionette. C'è chi si sente assediato
e chi ne vorrebbe di più.
"Ogni volta che arrivi qua sembra di stare in uno stato d'assedio
con mille camionette.. Per me non servono a molto.", risponde ad
una nostra intervista una studentessa.
Non sta a noi dire se si possa parlare di stato d'assedio, ma non c'è
dubbio che il dispiegamento di forza pubblica sia notevole, anche durante
l'inverno quando l'esigua presenza giovanile in piazza è ben lontana
dal costituire una minaccia per la quiete della cittadella universitaria
E sembrano essere le serate di apertura del Teatro Comunale a creare particolare
preoccupazione in chi pianifica la difesa dell'ordine pubblico. Tra queste,
martedì 9 Gennaio contiamo tre volanti della Polizia di Stato,
una della Municipale, tre mezzi dei vigili del fuoco. Venerdì 12
la Polizia di Stato dispiegava due volanti e il furgone dell'unità
cinofila anti-droga, la Municipale una Fiat Punto. In altre occasioni,
al di fuori del periodo di osservazione, abbiamo potuto osservare presidi
anche più numerosi delle forze dell'ordine, fino ad occupare più
della metà della superficie della piazza.
La sorveglianza è costante: le pattuglie fanno il loro ingresso
in piazza ogni giorno tra le 19 e le 20 per restarvi fino a tarda notte.
Al di là dei controlli agli alimentari perché rispettino
i limiti orari per la vendita di alcolici, sembra tuttavia che la loro
attività sia limitata alla sorveglianza e che non vengano effettuati
altri controlli di sorta. Ciò potrebbe essere correlato con
i fatti dello scorso 21 giugno, quando in seguito al fermo di due ragazzi
in stato di ubriachezza molti dei presenti reagirono fronteggiando Polizia
e Carabinieri in assetto anti-sommossa. Ci furono diversi lanci di bottiglie
verso gli agenti, che risposero con ripetute cariche e lo sgombero manu
militari della piazza. Dopo quell'episodio, alle numerose sollecitazioni
da parte di residenti e comunicati di quartiere per una loro maggiore
determinazione, fonti delle forze dell'ordine stesse dichiararono di temere
la violenza della reazioni della piazza
Di certo in gennaio il relativamente scarso affollamento della Piazza
non dà motivo di temere il ripetersi di episodi simili, ma non
possiamo che riscontrare come l'unico risultato apprezzabile dei presidi
della forza pubblica sia concentrare la vita della piazza nel lato opposto
della stessa.
Complice la presenza nel centro della Piazza dell'ingombrante
tendone della Fiera del Libro, difatti, nel periodo in cui abbiamo svolto
le nostre osservazioni abbiamo sempre visto uno spazio diviso in due:
da un lato gruppi e capannelli di giovani, indisturbati nelle loro attività
e poco visibili dagli agenti, asserragliati dall'altro lato nelle loro
volanti e camionette, in una perpetua solitudine rotta soltanto da chi
transita uscendo da La Scuderia o dalle auto blu che aspettano gli spettatori
che escono dal Teatro
Sarà questa la ragione per cui qualcuno ha scritto su uno dei biglietti
del Ponte imPOrtaNTE [link]: "Macchine fuori! Nei parcheggi!"?
Sono proprio i
biglietti del Ponte dell'ONLUS Terra Verde a darci un quadro di
quanto siano contrapposti gli orientamenti sulla presenza delle forze
dell'ordine. Alcuni protestano più o meno veementemente:
"Meno polizia, più feste", "Via la Polizia",
"Non vogliamo una piazza di sbirri". Altri invece invocano
una più marcata repressione dei comportamenti percepiti come
devianti dalla convivenza civile: da chi invoca una"polizia più
determinata nel punire i comportamenti criminali", ai molti che
invocano multe a chi sporca o disturba.
Non ci spetta qui prendere l'una o l'altra parte, ma pare palese che la
strategia repressiva scelta dalle amministrazioni pubbliche non stia accontentando
nessuno. E si stenta a immaginare che la costruzione partecipata di
una piazza fruibile da chiunque nel rispetto delle altrui necessità
possa passare dell'adibirne metà a parcheggio per le forze di polizia.
Giuseppe Asta,
partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo Civico-etnografia urbana"
della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale
e politica-anno accademico 2006-2007
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