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Piazza Aldovrandi
A cura di Michele Azzu e Gianluigi Piu
Chi ha paura di piazza
Aldovrandi
Una piazza a due piazze.
Ritrovarsi al portico.
Studenti a Bologna: degrado o risorsa?
La piazza si vive o si usa?
Cara piazza, vorrei tanto che tu fossi
.
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Piazze: i salotti condivisi degli universitari
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UNA PIAZZA A DUE PIAZZE
Come cambia piazza Aldrovandi e le persone che la frequentano
durante lo giorno
Forse non avrà il fascino di Piazza Maggiore, forse non avrà lo skyline
di Piazza di porta Ravegnana, ma Piazza Aldrovandi ha tanti motivi per
suscitare il vostro interesse.
Capitare
in piazza Aldrovandi alle nove del mattino o alle nove di sera fa una
bella differenza. La particolarità della piazza è proprio quella
di rappresentare (e di evocare) due differenti modi di concepire lo
"stare insieme". Al mattino e al pomeriggio questo ha una valenza prettamente
commerciale. Le bancarelle e le attività commerciali attirano clienti
che una volta acquistata la merce, procedono oltre. Si passa dal Frutta&Verdura
per un chilo di mandaranci o dal fornaio per una pizzetta al volo. Non
parliamo poi di chi l'attraversa senza neanche guardare dove mette i
piedi, preoccupato solo di arrivare puntuale al proprio appuntamento.
Col sole alto è infatti difficile notare più di due persone che si fermano
a discutere insieme, ci si incontra in piazza Aldrovandi in genere inaspettatamente.
La sera però tutto cambia. Per un giovane e per
di più studente universitario è difficile trovare un altro
luogo così animato per l'aperitivo prima di cena. Darsi appuntamento
sotto il portico fuori il "Bar Aldrovandi" è divenuto
negli ultimi tempi una consuetudine molto praticata. A partire dalle
sei e mezza-sette sono loro i veri padroni della piazza, mantenendola
viva ancora per un paio d'ore.
In quel momento si assiste ad una vera e propria metamorfosi, la piazza
si trasforma. Smette i panni della indaffarata piazzetta dedita alle
proprie faccende, per indossare quelli più allegri dell'arena
conviviale e spensierata. Alla sera non si passa ad Aldrovandi, ci si
ferma. Ci si lascia alle spalle la frenesia della giornata per assaporare
il piacere di fermarsi a fare quattro chiacchiere senza l'assillo di
dover controllare ogni cinque minuti il quadrante del proprio orologio.
Forse è questa più di altre, la peculiarità
del posto. È strano notare come un determinato luogo possa
evocare in ciascuno di noi immagini e sensazioni tanto differenti a
seconda dell'età e del motivo per cui ci andiamo. Come spiega
bene Lorenzo, studente e abituale frequentatore serale: "Non ci
sono rapporti tra vecchi e giovani, ci si dà il cambio".
Accogliere in queste due fasi della giornata due mondi così diversi
e prestarsi a due modi di vivere la piazza, per qualcuno complementari,
per qualcun altro opposti, è ciò che la rende nel periodo
invernale il posto più interessante per capire la vita bolognese.
Come sottolinea Lorenzo "è importante anche vedere come
il luogo viene trasformato dai giovani in qualcosa di bello, di vivo".
Gianluigi
Piu partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo civico/etnografua
urbana "della laurea specialistica in Scienze della comunicazione
pubblica, sociale e politica-anno accademico 2006-2007
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