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Piazza Aldovrandi
A cura di Michele Azzu e Gianluigi Piu
Chi ha paura di piazza
Aldovrandi
Una piazza a due piazze.
Ritrovarsi al portico.
Studenti a Bologna: degrado o risorsa?
La piazza si vive o si usa?
Cara piazza, vorrei tanto che tu fossi
.
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Piazze: i salotti condivisi degli universitari
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RITROVARSI AL PORTICO
Uno spazio pubblico dei giovani
Potete
chiamarlo il "bar dei vecchietti" o l' "aperitivo da
sempre". La prima è la maniera con cui gli studenti
bolognesi chiamano il bar di Piazza Aldrovandi, la seconda quella usata
dagli Erasmus, che ci vanno da quando si è introdotto il rito
dell'aperitivo. Dalle sette (anche sei e mezza) alle nove (anche dieci
e mezza), sotto i portici, tra il bar e le baracche dei commercianti.
Se siete giovani e vivete a Bologna dovreste passarci per fare quattro
chiacchiere, bere un aperitivo a un euro e magari fare qualche conoscenza.
Oppure potreste passarci per farvi un'idea di ciò che molti chiamano
degrado. Noi ci siamo passati per settimane, per la ricerca etnografica,
e ci siamo fermati a conoscere le persone, abbiamo fatto domande, alla
fine ci siamo anche divertiti.
La particolarità del posto, si nota subito come si
arriva, è la presenza esclusiva e numerosa di giovani, di
cui, abbiamo scoperto dalle interviste, la maggioranza sono studenti.
"Non sono mai stata in una città con così tanti giovani"
dice Ifeta, studentessa Bosniaca-Olandese venuta a Bologna per l'Erasmus,
e con lei concordano anche Julia e Anna, spagnole. "Non esistono
posti così - continua - in Norvegia, Olanda, anche in Bosnia.
Non ci sono così tanti giovani come qui che si ritrovano all'aperto,
sempre". Dalle domande fatte ai giovani sul posto, la sera, molti
concordano sul fatto che ci si ritrova all'aperto anche per il divieto
di fumare nei locali pubblici. "All'estero non è così"
- dice Giacomo - "In Italia si è buoni solo con le limitazioni"
- aggiunge Julia, spagnola. In realtà una legge come quella italiana
è presente anche in Francia, ma l'opinione è molto sentita
tra i giovani che frequentano Piazza Aldrovandi.
"La nostra generazione ha una necessità di uscire
incredibile, spaventevole quasi" afferma Lorenzo, studente
bolognese, per questo così tanti si ritrovano in Piazza Aldrovandi
la sera, e che si discuta di politica, di calcio, di feste o di esami
non ha una grande importanza. La discussione, è fine a sè,
al ritrovarsi ad Aldrovandi per fare due chiacchere, discutere di quello
che si è fatto nella giornata o la sera prima, di quello che
si farà la sera stessa. Certo poi questo ritrovarsi genera anche
un'opinione pubblica condivisa tra i giovani, per esempio riguardo certe
politiche comunali. Molti parlano di Cofferati, della nuova ordinanza
sulla chiusura dei locali la notte. E alcuni circoli politici, sapendo
che Aldrovandi è un luogo di ritrovo e di discussione, ne approfittano
per venire a distribuire volantini.
La vita sociale giovane, che esiste ed è forte a
Bologna, come nel caso di Piazza Aldrovandi, rimane quindi dispersiva
e incapace di diventare qualcosa di più, questo lo si è
riscontrato fortemente frequentando il luogo. Ma che si possa dare un
valore politico o no, al ritrovarsi al "baretto", quello che
sembra importante è cogliere le particolarità del modo
di ritrovarsi, nel loro contesto italiano e bolognese. Perchè
è chiaro che questa maniera di socializzare non può essere
imputata unicamente alla legge Sirchia: quello che emerge dalle interviste
e dalla conoscenza del luogo, è che una grande importanza è
rivestita dal contesto locale di Bologna, città più giovane
d'Italia e con la più alta affluenza di studenti, proporzionata
agli abitanti. E queste caratteristiche, unite a una cultura di forte
vita sociale, propria della città, rendono il fenomeno del "ritrovarsi
al portico" dei giovani come è.
Per Ifeta, che lo vede dalla prospettiva straniera, Piazza Aldrovandi
"È uno spazio pubblico", perché un altro
aspetto è che può venirci chiunque e nessuno è
costretto a pagare la consumazione. "Io preferisco non bere per
non spendere soldi" - commenta Carlo, di Catania, mentre Erika,
bolognese, preferisce prendere una birra dal fornaio accanto al bar.
L'ambiente del portico è multietnico: dai bolognesi ai fuorisede
agli Erasmus. L'unica cosa che sembra accomunare tutti è
l'essere iscritti a un qualche corso dell'Alma Mater Studiorum. E infatti
ad Aldrovandi dire studente o dire giovane è la stessa cosa.
La cosa che balza agli occhi dopo aver frequentato Piazza Aldrovandi
per settimane, aver socializzato, fatto amicizie, è che è
uno dei pochi posti di Bologna che aggregano sia i bolognesi, che i
fuorisede e gli Erasmus. E questo vale soprattutto per gli Erasmus;
Amabel (studentessa peruviana) e Ifeta ci spiegano, infatti, che avviene
una separazione dall'inizio nei rapporti sociali, sia per gli appartamenti
per stranieri, sia per l'organizzazione di eventi e feste esclusive
per gli Erasmus. "I bolognesi non sono chiusi - conferma Amabel
- sono piuttosto gli spagnoli che stanno tra di loro, e a Bologna la
maggior parte degli studenti Erasmus vengono dalla Spagna". Ma
all'aperitivo vengono anche molti studenti fuorisede, me compreso.
L'impressione è che si possa parlare, dunque, di uno "spazio
pubblico", in riferimento alla libertà di poter sostare
al portico, per i giovani, in quanto non c'è un obbligo alla
consumazione. Ma anche in riferimento alle diverse tipologie di studente
che vi possono partecipare: bolognesi, fuorisede e Erasmus, da tutte
le facoltà. Il carattere pubblico sarebbe dato dalle modalità
del "ritrovarsi al portico", più che dalle finalità,
di svago.
In Piazza Aldrovandi abbiamo ritrovato tutto questo: l'interazione
tra gli studenti bolognesi, i fuorisede e gli Erasmus, il rapporto tra
i giovani e Bologna, il ritrovarsi all'aperto e divertirsi. Potreste
passarci in Piazza Aldrovandi, come abbiamo fatto noi, e fermarvi.
Michele Azzu
partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo civico/Etnografia
urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica-anno accademico 2006-2007
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