Home Page | L'idea | il Progetto | la Redazione | Scrivici | Rassegna Stampa | Newsletter




Cittadini Attivi
Comitato è bello
Comitati e giornalisti:
idillio difficile

A scuola di
cittadinanza

Nuovi Cittadini
Apprendista Cittadino
Studenti senza polis
Malgrado il degrado
Click Servizi
Blog
Le nostre Iniziative
Archivio
Credits


INCHEISTA Piazza Aldovrandi
A cura di Michele Azzu e Gianluigi Piu

Chi ha paura di piazza Aldovrandi
Una piazza a due piazze.
Ritrovarsi al portico.
Studenti a Bologna: degrado o risorsa?
La piazza si vive o si usa?
Cara piazza, vorrei tanto che tu fossi… .


Piazze: i salotti condivisi degli universitari


LA PIAZZA SI VIVE O SI USA?

Uno spritz al degrado in piazza Aldrovandi

La ferita tra i residenti, da una parte, e gli studenti, dall'altra, accusati di "usare" la città e non di "viverla", appare sempre più insanabile. Ma è poi vero che la colpa sia sempre e solo degli studenti?

Dopo una giornata passata studiando la legge di Boyle e quelle di Gay-Lussac, oppure di corsa, da un aula all'altra, per non perdere neanche una virgola dell'importantissima lezione sull'intestino crasso o quella, irrinunciabile anch'essa, sull'economia giapponese del XIX secolo, cosa c'è di meglio di quattro chiacchiere in compagnia magari sorseggiando un drink (meglio se economico)?

È questo lo spirito che anima i giovani che la sera si ritrovano per l'aperitivo in Piazza Aldrovandi.
A partire dalle 19, infatti, sotto il portico di fronte al "Bar Aldrovandi" è impossibile non notare un capannello di ragazzi - in mezzo capita anche di imbattersi in qualche ragazzo un po' più "stagionato" - che discutono mentre assaporano uno spritz (vino bianco e Campari o Aperol), il cocktail più diffuso. Ma di che discutono? "Non c'è una produzione culturale o politica", ammette Lorenzo, studente bolognese. Quello che è importante, in fondo, è stare insieme per parlare della giornata che sta finendo o dei programmi per la serata che sta iniziando.

Allora dov'è il problema? "Il problema è la sporcizia", sostiene l'edicolante della piazza. "La mattina devo pulire il tratto di portico qua di fronte perché si trova di tutto", insiste uno dei fruttivendoli della piazza. Non è solo la sporcizia a creare il malcontento, secondo il geometra Matteucci, la cui famiglia da anni ha lo studio nello stabile sotto il quale sostano i ragazzi e portavoce dei condomini, "essendo parecchi impediscono il normale transito sotto il portico, alcuni si appoggiano contro il portone intralciando il passaggio di chi deve entrare o uscire dal palazzo. Inoltre non sanno dove andare a fare i propri bisogni e molti li fanno contro il portone e il muro". Non basta, pare infatti che lo scontento si trasformi in pericolo, il geometra ci ha infatti rivelato che "molti condomini hanno proprio paura. Prima che mettessimo un secondo cancello nel cortile condominiale alcuni di questi ragazzi si intrufolavano per orinare contro i garage, perciò alcune signore avevano il timore di incontrarli quando la sera entravano a parcheggiare l'auto". Su questo punto il fruttivendolo aggiunge: "Alcuni di questi lasciano liberi i cani, non è molto sicuro per chi passa, specialmente bambini e anziani. Molti hanno proprio paura a venire. Questo condiziona la mia attività perché verso le sette e mezza devo chiudere, non passa più nessuno". Sporcizia, paura… altro? Parrebbe di sì: "I ragazzi, fra le altre cose, rimangono a parlare per delle ore procurando disturbo ai residenti", rincara il geometra Matteucci.

Il contrasto tra i residenti, da un lato, e gli studenti accusati di "usare" la piazza e non di "viverla" appare dunque insanabile.
Dunque è vero che gli studenti hanno portato il degrado proprio nella dotta Bologna? Qui il discorso si fa interessante, e più complicato perché se è un dato di fatto che la mattina si trovino escrementi e vetri rotti, di chi sia la colpa di tutto ciò non è chiaro come sembra. "Io non so se a sporcare di notte siano i ragazzi che stanno fuori al bar qua di fronte o qualcun altro di passaggio", confessa l'edicolante. "Mi sembra un falso problema", dichiara il libraio. "Per la verità, io non li ho mai visti spaccare le bottiglie", ammette il geometra Matteucci.

Ad ogni modo rimane la paura, o forse no: "Gli studenti sono semplicemente ragazzi che la sera si incontrano. Episodi gravi non ne sono capitati", ci rassicura il geometra. "Non mi sembra che si possa parlare di vero pericolo", ci conforta l'edicolante.
E pure questo "passi", comunque impediscono la normale vita della piazza danneggiando anche i commercianti… "Non credo che i ragazzi che si riuniscono interferiscano con le attività dei commercianti, perché verso le sette e mezzo chiudono tutti, dopo le sette la giornata è finita", sostiene sempre l'edicolante.

E no! Vuoi vedere che non sono neanche responsabili degli schiamazzi notturni? A illuminarci sulla situazione interviene il proprietario del bar incriminato, il signor Angelo Gambali: "Dato che l'aperitivo finisce alle nove, e che al massimo qualcuno può fermarsi fino alle dieci e mezza, mi pareva strano che i residenti si lamentassero dei rumori notturni, e della mondezza, che io ripulivo. Una notte si è rotta la serratura della serranda, e così sono stato costretto a dormire su una poltrona, qua nel bar. Alle due sento un frastuono: "avevano ragione!", mi sono detto". Alla sorpresa però subentra l'incredulità: "Invece ho visto chi è che fa rumore e che spacca le bottiglie, sono le nostre istituzioni: gli spazzini. Perché son talmente furbi che invece che buttare i sacchi dei cestini che stanno nei portici direttamente nel camion, loro aprono le buste, buttano tutto per terra e fracassano le bottiglie, e poi passa il furgoncino con le spazzole e gli aspiratori. Solo che oltre a fare un gran rumore, molti frammenti rimangono".

Non sarà forse che il nocciolo della questione sia un altro? Come afferma lucidamente l'edicolante: "Il problema non sono gli studenti in generale, ma coloro che sporcano". Quindi la faccenda sembra legata più all'inciviltà di qualcuno che agli studenti. A questo proposito, il signor Gambali è salomonico: "Se poi c'è qualche imbecille lì in mezzo, beh… la mamma degli imbecilli è sempre incinta!".

L'accusa rivolta agli studenti di "usare" la piazza piuttosto che di "viverla" appare dunque piuttosto fuorviante. In fin dei conti, i portici di Bologna non sono forse nati proprio per accogliere i tanti studenti della sua prestigiosa Università?






Gianluigi Piu partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo civico/etnografua urbana "della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno accademico 2006-2007

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna