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Piazza Aldovrandi
A cura di Michele Azzu e Gianluigi Piu
Chi ha paura di piazza
Aldovrandi
Una piazza a due piazze.
Ritrovarsi al portico.
Studenti a Bologna: degrado o risorsa?
La piazza si vive o si usa?
Cara piazza, vorrei tanto che tu fossi
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Piazze: i salotti condivisi degli universitari
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CARA PIAZZA, VORREI TANTO CHE TU FOSSI...
Impressioni e speranze su piazza Aldrovandi
Chi ci vive, chi ci lavora e chi semplicemente ci frequenta la sera,
ognuno di loro ha un suo modo di vedere la piazza. Noi abbiamo ascoltato
quello che avevano da dirci.
Pare
che se criticare sia facile fare proposte costruttive sia molto più
difficile. A sentire però le persone che gravitano intorno a
Piazza Aldrovandi, questo non sembrerebbe poi tanto vero, dato che ognuno
dà l'impressione di sapere come migliorare la piazza.
Partiamo innanzitutto dall'opinione che si ha della piazza. "Io
ne ho una opinione positiva. È un buon posto per lavorare",
ci rivela il libraio della piazza. L'edicolante conferma: "Mi piace
anche se è un po' sporca: ci sono troppe cacche di cane".
Ma non tutti la pensano così. "Io ne ho un opinione negativa.
La piazza sta peggiorando sempre di più!", si lamenta uno
dei fruttivendoli. Anche il geometra Matteucci, portavoce dei condomini
di un edificio della piazza, sentenzia: "Molto negativa".
La causa di questo malcontento è da attribuire ai ragazzi che
la sera si riuniscono sotto il portico, accusati di sporcare (soprattutto
di espletare i propri bisogni, come dire, en plain air) e di disturbare
sia i residenti che l'attività dei commercianti.
E gli studenti che opinione ne hanno? "Piazza Aldrovandi
è una bella piazza" ci rivela Lorenzo, studente bolognese,
che la sera incontra qui gli amici per l'aperitivo e aggiunge: "La
comodità del posto è data anche dalla disposizione dei
baracchini che, stando tra il portico e la strada, fanno sì che
sia un posto coperto". L'unicità del luogo è confermata
anche da Ifeta, studentessa Erasmus: "È uno spazio libero,
per tutti" ci racconta entusiasta, anche se ammette che la sera
la piazza è molto sporca.
A questo punto la domanda è d'obbligo, cosa fare
per renderla migliore? "Chiudere la piazza al traffico",
propone il libraio. "Animarla da un punto di vista culturale e
creare diversi tipi di attività", rilancia l'edicolante.
Se però il risultato da ottenere è quello di impedire
che gli studenti si riuniscano sotto il portico, l'attenzione cade su
due elementi: "Più controllo da parte delle forze dell'ordine",
denuncia il fruttivendolo. "È la gestione del bar che provoca
questa situazione", rincara il geometra.
Quando però si parla del decoro della piazza, tutte le persone
coinvolte concordano: più raccoglitori per i rifiuti e la sistemazione
di bagni pubblici che attualmente mancano. Qui però qualcosa
non torna, perché come ci rivela il signor Angelo Gambali, gestore
del bar incriminato, "i bagni pubblici prima c'erano, ma i notai
del palazzo di fronte li hanno fatti togliere: non erano decorosi".
Gianluigi
Piu partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo civico/etnografua
urbana "della laurea specialistica in Scienze della comunicazione
pubblica, sociale e politica-anno accademico 2006-2007
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