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INCHIESTA
Piazza Puntoni e via Zamboni
A cura di Alessandro
De Vita, Filippo Leonardi, Laura Scarano, Djordje Sredanovic
Puntoni: una piazza o una semplice
strada?
Un quartiere fotovoltaico
Piazza Puntoni: un non-luogo di aggregazione
Come vivono i residenti questo spazio pubblico
Allarme sicurezza in Piazza Puntoni
Il ruolo dei comitati
Intervista ad Otello Ciavatti, del Comitato
Piazza Verdi
Di chi è la colpa?
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Piazze: i salotti con-divisi dagli universitari
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PIAZZA PUNTONI: UN NON-LUOGO DI AGGREGAZIONE
Benché arteria privilegiata dell'itinerario che gli studenti compiono
ogni giorno, Piazza Puntoni non incontra il favore del pubblico giovanile.
Perché? Le ragioni dell'esodo.
Perché gli studenti non scelgono Piazza Puntoni come
luogo di aggregazione? Il nostro inviato Flow è andato a chiederlo
a vari universitari.
Saluti da Flow! Oggi sono venuto a intervistare voi studenti che animate
ogni giorno Piazza Puntoni. Dalla bassa disponibilità a rispondere
che mi avete dimostrato, ho scoperto che chi passa di qui ha proprio una
gran fretta! Infatti, "Piazza Puntoni si trova in posizione centrale
rispetto ai dipartimenti di Via Irnerio, Via Zamboni e Viale Filopanti
- spiega Alessandro, uno dei pochi che interrompe la sua corsa per scambiare
due chiacchiere - e quindi durante la giornata diventa crocevia per tutti
gli studenti che fanno la spola tra aule, biblioteche e sale studio. Perciò
è difficile che qualcuno si fermi".
Ora di pranzo, la piazza cambia aspetto: da luogo di transito
si trasforma in meta per tutti gli studenti che frequentano la mensa.
Mi fermo a discutere con i ragazzi in fila serpentina davanti alla mensa.
"Veniamo spesso a mangiare qui perché abbiamo le aule sparse
tutt'intorno - spiegano tre studenti di Farmacia - e quindi è molto
comodo, malgrado i prezzi siano sopra la media nazionale". Dello
stesso avviso è anche uno studente di Matematica: "Finché
avrò la chiavetta universitaria continuerò ad essere un
assiduo frequentatore, anche perché si mangia bene e c'è
un'ampia scelta". La mensa studentesca di Piazza Puntoni, dunque,
grazie alla sua posizione centrale ed essendo una delle poche rimaste
a Bologna, può permettersi di avere prezzi non proprio bassi senza
incidere negativamente sull'affluenza dei suoi clienti. O quasi. Infatti,
nonostante la temperatura rigida, ci sono pochi "temerari" che
mangiano seduti sulle panchine della piazza. Come mai? "La
vedi la fila? - si lamentano due dottorandi in Filologia - E poi i prezzi!
E' più conveniente comprare un panino alla Conad in Via Belle Arti
e sederci qui".
Ma cosa accade quando tornano le belle giornate? La piazza
riesce a strappare alla mensa un numero più massiccio di studenti?
"D'estate è difficile che si mangi in piazza, perché
tanto in mensa c'è l'aria condizionata", rispondono degli
studenti. "E poi se decido di mangiarmi un panino all'aperto non
vengo certo qui - esclama una ragazza -. E' brutto, non c'è niente
e poi non mi piace la gente che gira. Meglio andare in Piazza S. Stefano".
Solo qualcuno ammette di fermarsi comunque sulle panchine di Piazza
Puntoni, perché sono vicine alla facoltà.
Ma perché gli studenti preferiscono andare altrove quando il bel
tempo invita a pranzare all'aperto? Perché si preferisce, ad esempio,
Piazza S. Stefano, che è più lontana e dove per giunta non
ci sono panchine? Responsabile è sempre e solo la cattiva reputazione
di cui Piazza Puntoni si è fatta carico negli ultimi anni? "Non
è solo una questione di nomea. Forse questa piazza è un
luogo di passaggio, più che di ritrovo, perché non è
totalmente chiusa al traffico - nota uno studente di Economia -. Inoltre
qui intorno non ci sono paninari, quindi è preferibile andare verso
Via Petroni".
A causa della "gentaglia" che gira di sera, però, tutti
gli intervistati affermano di non usare Piazza Puntoni come luogo di incontro
quando escono con gli amici. Qualcuno ci passa, ma casualmente e di certo
non si ferma. Altrettanto di passaggio è chi ammette di venirci
di sera, ma solo per acquistare del fumo. Infatti, il vostro Flow torna
sul posto all'ora di cena e non c'è più nessuno. Dove
sono finiti tutti? "Beh, dopo una giornata in facoltà non
vediamo l'ora di tornare a casa", mi risponde Giulia, studentessa
di Matematica, anche lei sulla via di casa.
Vado a cercare allora chi davvero vive la piazza sia di giorno
che di notte: gli abitanti dello studentato accanto alla mensa. Carla
abita da poco qui, ma considera la piazza "rumorosa, inquinata e
poco sicura: ecco perché non c'è gente!". Paolo, invece,
che è già da due anni residente dello studentato, afferma
di vivere poco la piazza ma non la considera pericolosa perché
"anche se non c'è nessuno, è sempre pieno di pattuglie.
Solo che trovo sempre lo scooter per terra. Sì, c'è un po'
di spaccio, ma non sono certo loro a farmi cadere la moto!". Non
è dello stesso parere Silvia, che considera la piazza "un
posto normale di giorno", ma lamenta una "mancanza di controllo"
di notte. A spiegarci questa discordanza di pareri è Federico,
da sette anni a Bologna e residente della zona: "Fino a quattro o
cinque anni fa Piazza Puntoni era molto più viva, perché
c'era gente che cantava e ballava. Ora, con le ronde che girano, i problemi
si sono spostati in altre zone della città". "Tra l'altro
da un po' è chiuso il Lord Lister, l'unico locale che richiamava
gli studenti in questa zona dall'aperitivo a notte inoltrata", aggiunge
una ragazza.
In conclusione, gli studenti non scelgono Piazza Puntoni come luogo
di aggregazione perché la ritengono "brutta", "pericolosa"
e perché non ci sono locali che la rendano appetibile. Ma cosa
potrebbe riabilitare la piazza ad accogliere le discussioni pubbliche
degli studenti? L'apertura di locali nella zona sarebbe davvero utile
a tal fine? Risponde un ragazzo che abita vicino alle Scuderie da tre
anni: "più che di locali, parlerei di cineforum e di università
aperta una sera a settimana. Il Comune e l'Università dovrebbero
occuparsi di valorizzare la zona in tal senso".
Laura Scarano
partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo civico - Etnografia
urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica-anno accademico 2006-2007
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