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INCHIESTA Piazza Puntoni e via Zamboni
A cura di Alessandro De Vita, Filippo Leonardi, Laura Scarano, Djordje Sredanovic
Puntoni: una piazza o una semplice strada?

Un quartiere fotovoltaico

Piazza Puntoni: un non-luogo di aggregazione

Come vivono i residenti questo spazio pubblico

Allarme sicurezza in Piazza Puntoni

Il ruolo dei comitati

Intervista ad Otello Ciavatti, del Comitato Piazza Verdi

Di chi è la colpa?


Piazze: i salotti con-divisi dagli universitari

DI CHI E' LA COLPA?

La giostra delle responsabilità.

Piazza Puntoni e via Zamboni non hanno una bella reputazione agli occhi dei residenti. La piazza è sporca, grigia, spesso mal frequentata e percepita nella maggioranza dei casi come pericolosa. Una di quelle zone in somma dove è meglio non fermarsi troppo, soprattutto nelle ore serali. Per questo rappresenta un problema ed i comitati del quartiere sono d'accordo: la colpa è dell'amministrazione. Sia "Slataper" che "Stop al degrado" - due fra le principali organizzazioni che si interessano della zona -sono convinti che l'amministrazione cittadina non abbia mai cercato concretamente di riqualificare l'area, donandole lo smalto che un quartiere di un centro cittadino merita. La prima, in particolare, non ha dubbi: "Riguardo al problema dello spaccio, è necessario un maggior controllo nelle fasce serali e notturne. E' impensabile che su oltre 610 impiegati della Polizia Municipale ben 200 rimangano in ufficio, quando in giro per strada, rimangono i soliti problemi. La nostra idea è che oltre alle auto della polizia in piazza Verdi, sarebbero necessari più agenti in borghese nelle zone a rischio, piazza Puntoni su tutte. In questo modo sarebbero più difficili da identificare e controllerebbero più efficacemente il territorio" dichiara Alberto Tassinari.

Riguardo invece alla questione baccano e bivacco nelle ore notturne, la discussione si allarga di molto. "In piazza Puntoni e via Zamboni non riscontriamo lamentele di questo tipo da molto tempo. Ma è solo perché i problemi sono stati spostati. Ora il cuore della confusione e delle bottiglie rotte è via Petroni - borbotta Loris Foregatti, dell'associazione Stop al Degrado- Per risolvere la situazione servono più infrastrutture, in grado di fornire agli studenti i servizi di cui hanno bisogno: locali che possano accoglierli e dove sia possibile trovare prezzi adatti alle loro tasche. Servizi igienici pubblici funzionanti".
"L'ideale - continua Foregatti - sarebbe costruire aree adatte agli studenti fuori dall'immediato centro, come ad esempio nuovi studentati. In questo modo si risolverebbe, almeno parzialmente, anche il problema del caro affitti".

Così, almeno da quanto emerge da queste interviste, non sono gli studenti il problema di questo angolo di città.
Convinzione che invece funziona benissimo per altre aree della città. Tuttavia, per strada, qualcuno ancora fatica a distinguere la categoria "studente" da quella dei così detti punk-a-bestia. Sono loro, per la maggioranza dei residenti, ad essere responsabili del degrado e della sporcizia che caratterizza l'area. Sono loro ad aumentare la percezione di insicurezza entro la zona, soprattutto nelle ore serali e notturne. Nonostante tutto, qualcuno riesce a vedere la situazione da un diverso punto di vista: " Va beh, c'è degrado, ma mica come nel '77, quando in piazza c'erano gli autoblindo e serviva il lascia passare per venire a lavorare - ricorda la titolare della tabaccheria alla fine di via Zamboni. Rispetto a dieci anni fa la zona è migliorata, certo che sì, almeno sono passati dal bucarsi alle canne…".

Filippo Leonardi partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo civico - Etnografia urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno accademico 2006-2007


 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna