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PIAZZA DI PORTA RAVEGNANAinchiesta
A cura
di Sara Branchini, Lorenzo Grandi e Stefano Fabbri
Una piazza tra il centro e l'università,
Gli studenti e la piazza
La piazza e la Feltrinelli: un legame a
doppio filo
Gli ambulanti di Porta Ravegnana
Il degrado: esclusiva di piazza verdi?
La voce fuori dal coro
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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
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GLI STUDENTI E LA PIAZZA: LUOGO DI PASSAGGIO E DI INCONTRI
Gli universitari frequentano assiduamente Piazza di Porta Ravegnana,
ma esclusivamente come luogo di ritrovo e di passaggio. Non vi sostano
come in Piazza Verdi: incontrandoli abbiamo cercato di capire il perchè
Come non notare che, giorno o notte che sia, piazza di Porta Ravegnana
vede tra i suoi più assidui frequentatori i giovani studenti.
Sarà per via della sua prossimità con la zona universitaria,
o per la sua centralità, o ancora per la comodità nel
raggiungerla con gli autobus, tant'è che Piazza di Porta Ravegnana
è un luogo centrale nella mappa dei percorsi abituali in città
da parte degli universitari.
Un luogo di passaggio
Ma come vivono questo spazio questi giovani, che il più delle volte
conoscono Bologna da pochi anni? Che esperienza ne hanno? Lara, 21 anni,
iscritta al Dams, riassume le abitudini di moltissimi studenti: "Innanzitutto
la piazza è senz'altro un luogo di passaggio frequentissimo e ripetuto."
Andando e tornando dall'università, oppure camminando verso il centro,
o ancora per recarsi da Feltrinelli, capita ripetutamente di attraversare
questo spiazzo, anche più volte nello stesso giorno, da soli o in compagnia.
Incontrarsi davanti a Feltrinelli
Tuttavia
come ci dice Giuseppe, 23 anni, c'è anche un altro modo parallelo e
altrettanto abituale di utilizzare la piazza, senz'altro collegato a
questa sua caratteristica di luogo centrale e di passaggio: "Questa
piazza - ci racconta - è più che altro un punto di ritrovo, e in effetti
oltre che per me vedo che lo è anche per tantissimi altri studenti".
Ed è questa la risposta unanime di tutti gli universitari sorpresi fermi
in attesa nella piazza: lo spiazzo davanti a Feltrinelli è usato come
punto di incontro e di appuntamento, di giorno come di sera. Perchè
è un luogo noto a tutti, e anche, come ci fa notare Francesca, ex studentessa,
è raggiungibile e comodo ai più per via della sua prossimità alle fermate
degli autobus. Cecilia, studentessa di Brescia, evidenzia come siano
in particolare gli studenti fuori sede a darsi appuntamento qui, mentre
quelli di Bologna, diciamo autoctoni, tendono a incontrarsi in altri
luoghi, come per esempio la piazza del Nettuno. Ci si dà quindi appuntamento
davanti alla libreria per poi andare insieme da qualche altra parte,
in qualche locale, a casa di un amico, o semplicemente per partire per
un giro in centro.
Un ritrovo chic per gli studenti poveri di Bologna
Verso sera la presenza di studenti che si ritrovano si fa più numerosa,
anche se non sono i soli. Sempre Giuseppe ci dice che a volte, specialmente
quando la stagione è più calda, le persone ad incontrarsi lì sono talmente
tante che si fatica a individuare i propri amici. Lui definisce la Piazza
"un ritrovo chic per gli studenti poveri di Bologna", che sono tanti.
Resta dunque questa caratteristica di punto d'incontro anche se in queste
occasioni si sosta più a lungo per decidere dove andare e capita di
socializzare minimamente chiedendo una sigaretta o da accendere
Non solo studenti
Ma gli studenti hanno esperienze di questa piazza anche in rapporto
alle altre persone che la frequentano. Forse per via della presenza
di numerosi ambulanti e artisti, alcuni definiscono il luogo come spazio
di "incontri curiosi e strani": gli studenti infatti più
di altri, anche da quello che raccontano gli ambulanti stessi e forse
per via della loro maggiore elasticità di orari, sono i più
interessati a conoscere i vari venditori al di là della relazione
di compravendita. Agli studenti piace ascoltare le loro storie, saperne
di più su paesi lontani e magari sono anche disponibili ad offrire
ai ragazzi immigrati che vendono libri un panino o un caffè.
E così ci si scambiano esperienze con le persone più impensate,
si ascoltano racconti singolari, si socializza con soggetti sempre nuovi.
La cornice conta
"Il luogo poi è così frequentato per incontrarsi
anche perché è uno dei posti simbolo di Bologna"
ci dice Simone, che vive in prossimità della piazza da due anni
e mezzo e vede dalle sue finestre la vita della piazza. Le torri in
particolare sono uno dei monumenti che più è presente
nell'immaginario su Bologna. Sostare nella piazza per molti è
come respirare un'aria un po' a metà tra l'atmosfera Medievale
e quella sessantottina della città.
Un diverso senso di appartenenza
Ma perché allora quest'abitudine di passare, aspettarsi e poi
andare verso altri luoghi? Perché dunque gli studenti non ne
fanno un luogo abituale di incontro e di sosta, data la sua importanza
nell'immaginario di tutti? Forse proprio per questo suo essere via di
mezzo, sospesa fra la storia della città e i suoi tratti più
universitari, gli studenti vivono questo luogo esclusivamente come ritrovo
e come passaggio: non è loro abitudine fermarsi, rimanere sulla
piazza per periodi lunghi, sedersi in terra, o iniziare attività,
bere qualcosa. La piazza non appartiene a loro, la piazza è di
tutta la città, e per questo l'utilizzo che ne viene fatto è
discreto, breve, rispettoso di coloro che usufruiscono di questo spazio
assieme a loro. Un esempio di serena convivenza in un centro spesso
luogo di lotte per il territorio e il suo utilizzo.
Sara Branchini,
partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo Civico/ Etnografia
urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica-anno accademico 2006-2007
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