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PIAZZA DI PORTA RAVEGNANAinchiesta
A cura
di Sara Branchini, Lorenzo Grandi e Stefano Fabbri
Una piazza tra il centro e l'università,
Gli studenti e la piazza
La piazza e la Feltrinelli: un legame a
doppio filo
Gli ambulanti di Porta Ravegnana
Il degrado: esclusiva di piazza verdi?
La voce fuori dal coro
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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
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LA PIAZZA E FELTRINELLI: UN LEGAME A DOPPIO FILO
Per gli studenti Piazza di Porta Ravegnana è Piazza-di-Ferltinelli
e in effetti la storica libreria occupa ormai con le sue tante vetrine
un lato intero di questo spazio. Ma qual è la relazione tra la
Piazza e la libreria?Un'interazione consolidata che offre vantaggi reciproci
e dimostra come una presenza commerciale non sia percepita come ingombrante
all'interno di uno spazio pubblico
Piazza di Porta Ravegnana è uno dei luoghi più famosi
di Bologna. E' il primo luogo di appuntamento che si danno gli studenti
fuorisede, il primo posto che visitano i turisti, quello che rimane
in mente a chi a Bologna ci va una volta ogni tanto.

La prima ragione è certamente la presenza imponente delle due
Torri, simbolo della città. Ma non solo. L'altra ragione è
la presenza sul lato opposto della piazza, quello che inizia
all'angolo con via Rizzoli e si espande lungo tutto il palazzo fino
all'imbocco di via dei Giudei, della storica libreria Feltrinelli.
Nata nel 1963 da più di quarant'anni vende libri, accoglie lettori,
presenta scrittori, diventando di fatto un punto di riferimento per
l'intera città. E per più di quarant'anni ha continuato
a crescere, anche in termini di superficie: ingrandendosi, assorbendo
spazi contigui in maniera un po' ingarbugliata nel 1988, nel 1990, nel
1995 e per ultimo nel dicembre 2006. E' un legame a doppio filo quello
che lega la piazza alla libreria. Quotidianamente si vedono clienti
della libreria che si fermano a sfogliare i propri acquisti sulle panchine
della piazza. Eppure la peculiarità di Piazza Ravegnana non è
tutta qui: la sua posizione è tale da renderla collegamento tra
il centro città e la zona universitaria, come zona di transito
obbligatoria, come luogo di passaggio tra la città di tutti e
la città degli studenti, come ci spiega dettagliatamente uno
studente, di origini italo-francesi, ma già ben inserito nella
realtà cittadina.
Comunque
la presenza di Feltrinelli rappresenta l'anima di una piazza in cui
tutto gravita intorno alla libreria e alle conseguenze che questa comporta.
Dagli studenti agli acquirenti occasionali, dai venditori ambulanti
ai banchetti che confezionano pacchetti natalizi, tutti si trovano nella-piazza-davanti-a-Feltrinelli.
Infatti, i venditori ci vanno proprio perché da lì passano
molti studenti. E gli studenti ci passano per raggiungere la zona universitaria.
O per fermarsi in libreria. O per entrambe le ragioni. "Sì,
vengo qui perché ci sono tanti studenti che vanno e tornano da
lezione, magari all'andata hanno fretta invece spesso al ritorno si
fermano a parlare con me" spiega uno degli ambulanti al lavoro
in zona. Ed ecco che fuori dalla libreria venditori di tutti i tipi
si propongono al giovane e colto pubblico studentesco offrendo libri,
calzini, accendini, stampe, orecchini, bigiotteria, servizi telefonici
e informatici e chi più ne ha più ne metta. Questa concentrazione
di tipi diversi di persone dà vita alla piazza e crea nuovi rapporti
sociali, nel bene e nel male. Ma questa è un'altra storia.
Eppure sappiamo che i pareri non sono mai unanimi:
piace davvero a tutti questa ingombrante presenza della libreria nella
vita della piazza? Per alcuni la piazza non è assolutamente
estensione della libreria, anzi questa ne rimane solo un elemento accessorio
nel quale stare al caldo in attesa dell'arrivo degli amici. Una comodità
aggiuntiva, che però non rappresenta il pregio principale del
luogo. Una ragazza ha criticato le continue espansioni della libreria
osservando che "resta claustrofobica" e che continua "a
sbattere contro le pile di libri tirandoli giù". Per
molti, invece, acquistare un libro in questa Feltrinelli è diventato
un valore aggiunto. Fare acquisti lì offre in più
qualcosa di indefinibile, legato all'importanza storica e culturale
del luogo. Feltrinelli dai mille volti, insomma. Anche quello, inusuale,
di biblioteca universitaria: un turista inglese, intervistato mentre
fotografava la piazza, ci ha domandato se la nostra università
fosse appunto la Feltrinelli
misteri di interculturalità.
Lorenzo Grandi,
partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo Civico/ Etnografia
urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica-anno accademico 2006-2007
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