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PIAZZA DI PORTA RAVEGNANAinchiesta
A cura di Sara Branchini, Lorenzo Grandi e Stefano Fabbri
Una piazza tra il centro e l'università,

Gli studenti e la piazza

La piazza e la Feltrinelli: un legame a doppio filo

Gli ambulanti di Porta Ravegnana

Il degrado: esclusiva di piazza verdi?

La voce fuori dal coro


Piazze: i salotti con-divisi degli universitari

UNA PIAZZA TRA IL CENTRO E L'UNIVERSITA'

Flow ci racconta la vita di Piazza di Porta Ravegnana, ultima appendice di una zona universitaria che vede nella piazza il suo confine, e prima anticamera del centro, con le sue vetrine e il suo traffico C'è chi la attraversa frettolosamente e chi invece vi sosta per aspettare

Che fare a Bologna una volta usciti da lezione, quando è troppo presto per l'aperitivo ma non ancora troppo tardi per i negozi? Anche a portafoglio vuoto non c'è niente di più rilassante di un bel giro per il centro della città. Quando ero studente, mi capitava spesso di incamminarmi in via Zamboni, percorrendola fin sotto le due torri, per poi ritrovarmi in quella strettoia di traffico, monumenti e persone che i bolognesi, e in effetti solo loro, chiamano Piazza di Porta Ravegnana

Impossibile arrivare da via Zamboni senza incappare in un qualche ingorgo pedonale, dal momento che la colonna di un portico divide in due il già strettissimo passaggio per la piazza, passaggio quasi obbligato per chi, venendo da via Rizzoli vuole andare nella zona universitaria, o viceversa uscirne.
Chiamarla piazza è in realtà forse eccessivo: più che altro è uno slargo triangolare, uno spiazzo sottratto al traffico delle macchine e dei motorini da alcuni piloni di cemento uniti da grandi catene. Gli studenti la conoscono più che altro come piazza-di-Feltrinelli, che è il loro punto di riferimento per i libri e non solo. Infatti la storica libreria occupa ormai con le sue tante vetrine un lato intero di questo spazio, caratterizzandolo con l'usuale via vai di persone che portando il tradizionale sacchetto rosso in mano attraversano le sue numerose entrate e uscite.
Il contorno della piazza è per gli studenti uno dei più folkloristici della città: siamo proprio sotto le due torri, che si stagliano, più o meno dritte, davanti a loro, e a pochi passi si aprono le strade più storiche di Bologna, via Rizzoli, strada maggiore, via Santo Stefano, con i loro altrettanto storici portici.

Lo slargo, per quanto ristretto, vede sempre la presenza di numerosi ambulanti: alcuni con veri e propri stand fissi, per quanto improvvisati, vendono orecchini, braccialetti, stampe, prodotti etnici. Altri, vagando qua e là per la piazza con vistosi borsoni tentano di smerciare libri africani, accendini, calze, fermando chi trovano sul loro cammino. E non solo: sembra un luogo privilegiato anche per chi deve distribuire volantini, giornali gratuiti, o cercare nuovi utenti per un servizio telefonico o per un corso di memoria veloce. Insomma se non sei tu a fermarti per guardare o leggere qualcosa, è quasi certo che qualcuno fermerà te..

Questa grande concentrazione di commercianti di varia natura è attirata a Porta Ravegnana dalle specifiche caratteristiche del luogo, che è senza dubbio un punto nevralgico di passaggio che unisce il centro storico al centro universitario. La piazza vede scorrere un flusso ininterrotto di persone in movimento e in cammino, più o meno di fretta: nella traiettoria che va dall'angolo che dà su via Rizzoli, accanto all'ultima vetrina della libreria, fino all'angolo che porta a via Zamboni, un fitto marciare di persone si alterna e passa più o meno di fretta dirigendosi verso il centro o verso l'università. Studenti, lavoratori, chi passeggia o va per acquisti, attraversano tutti, da soli o in compagnia, la piazza, solcando decisi il selciato, tenendosi vicino alla strada

Ma nella piazza non c'è solo chi va di corsa: accanto a questa massa fluente, variamente disposte, troviamo sempre persone in attesa, ferme: sedute sulle panchine, o ferme in piedi guardando distrattamente le vetrine di Feltrinelli, oppure appoggiate instabilmente ai piloni fumando una sigaretta, aspettano chi ha dato loro appuntamento. In questo contesto, la banca e lo sportello per il prelievo, nascosti sotto un breve portico verso via Zamboni, passano quasi inosservati, non fosse per la piccola fila che si forma al bancomat nelle ore più frequentate. Un luogo insomma sempre vivo, ultima appendice di una zona universitaria che vede nella piazza il suo confine, e prima anticamera del centro, con le sue vetrine e il suo traffico. Ma qual è la vita di questo spazio così noto e così assiduamente frequentato nel cuore di Bologna?



Sara Branchini partecipante al laboratorio formativo "Giornalismo Cvico/ Etnografia urbana" della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno accademico 2006-2007

GLI STUDENTI E LA PIAZZA: LUOGO DI PASSAGGIO E DI INCONTRI
GLI AMBULANTI DI PORTA RAVEGNANA
LA PIAZZA E FELTRINELLI: UN LEGAME A DOPPIO FILO
IL DEGRADO: ESCLUSIVA DI PIAZZA VERDI?
LA VOCE FUORI DAL CORO


L'inchiesta su piazza di Porta Ravegnana è stata curata da Sara Branchini, Lorenzo Grandi e Stefano Fabbri.

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna