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VIA DEL PRATELLO
A
cura di Luca Pistolesi, Francesca Corbo, Irene Zennaro, Andrea Napoli,
Anna Monti
Oasi
nel centro della città o epicentro del degrado notturno?
Giorno & notte
I giovani, croce e delizia del Pratello
Gente del Pratello
Gli esercenti
Un comitato contro il degrado, ma non contro i giovani
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Piazze: i salotti con-divisi degli universitari
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GIORNO & NOTTE
Eccovi il racconto della metamorfosi che investe il Pratello dalla mattina
alla sera
Vita quotidiana tra mattine e pomeriggi sonnolenti in via del Pratello
che si delinea come una zona a sé stante, lontana dal trambusto
del centro di Bologna.
Sarà la stagione, è pieno inverno, o il clima inclemente,
ma noi di Professione Cittadino ci siamo avventurati sull'acciottolato
di via del Pratello e nella vicina Piazza San Francesco senza riuscire
a liberarci dall'impressione di rompere con i nostri passi infreddoliti
il silenzio della zona.
Dopo essere sfuggiti al traffico della vicina Piazza Malpighi
ecco che sembra di andare a sbirciare dietro le quinte di un teatro e
scoprire una vita quasi di paese dove le giornate scorrono lente scandite
dal rumore delle biciclette e dai passi frettolosi dei passanti, ma anche
dallo svolgersi quotidiano dei piccoli rituali dei residenti. Ci sono
le mamme con il passeggino e gli studenti fuorisede e vecchietti con la
badante che, come secondo un copione immutabile, fanno la spesa al Plenty
Market per poi fare tappa all'edicola all'angolo con via Pietralata o
per prendere un caffé nei pochi bar aperti sin dal mattino dove
tutti ti chiamano per nome e sanno chi sei.
Malgrado l'atmosfera alle volte spettrale, forse per la nebbia,
e per le serrande abbassate dopo le lunghe notti bolognesi, si ha l'impressione
di ritrovarsi in un villaggio, in una strada che non è solo luogo
di passaggio, ma anche tinello, salotto e purtroppo alle volte sala da
bagno per chi ci vive e chi se ne sente parte. Un piccolo borgo dove sopravvivono
ancora botteghe e locali storici vicino ai kebabbari e i pakistani e dove
si ha l'impressione, anche solo per un momento, di far parte di una grande
famiglia dove ancora si coltivano rapporti di vicinato intensissimi.
Per centinaia di passanti Piazza San Francesco e via del Pratello non
sono che luoghi di passaggio, ma non per gli anziani e per i padroni dei
cani: durante il pomeriggio piccole crocchie di persone si trovano per
chiacchierare e far giocare in compagnia il proprio animale. Li si può
vedere sulla piazza, sotto i portici, in mezzo alla strada e soprattutto
vicino alle panchine e alle aiuole di San Francesco. La passeggiata del
cane diventa ogni giorno un'occasione preziosa per ritrovare gli altri
abitanti del quartiere e conversare.
Col passare giorno, però, anche questa parte della città
cambia volto. Ore 19, scatta l'ora X. È il momento dell'aperitivo
e dalle diverse stradine che danno su via del Pratello inizia a comparire
la gente. La loro destinazione: i tanti locali della zona, la maggior
parte dei quali ha aperto da poche ore. Dopo una lunga giornata di noia
e di lavoro, giovani e meno giovani si apprestano a vivere una piacevole
serata tra boccali di birra e chiassose risate. I locali si riempiono
a poco a poco e così, in poche ore, la via si trasforma completamente.
La differenza con la mattina non può non colpire. Mentre fino
a metà pomeriggio il Pratello ha ancora quell'atmosfera di piccolo borgo
che lo caratterizza fin dalle prime luci dell'alba, al calar del sole
intere compagnie di giovani affollano i locali per trascorrere le loro
serate tra volti noti, alla ricerca di svago e divertimento.
L'aperitivo non offre molto dal punto di vista gastronomico,
ma il divertimento e la compagnia sono assicurati. È poi risaputo
che chi frequenta il Pratello non lo fa certo per trovare i ricchi buffet
dei bar del centro, quanto piuttosto per concludere in relax un'intensa
giornata di studio o lavoro.
E così dalle sette fino a notte fonda il Pratello è un ricambio
continuo di gente che beve, parla, canta e a volte sporca la tanto discussa
via.
Teatro di sempre nuove ordinanze, la via non scoraggia i frequentatori
abituali che, nonostante leggi e divieti, continuano a vivere i suoi spazi
e godere dei suoi eccessi.
Ore 22: i locali sono sempre più pieni di gente. Qualcuno
esce dalle osterie, altri dagli alimentari, ma nessuno rinuncia a una
sosta nel suo locale preferito.
Ci sono le enoteche per chi vuole sorseggiare del vino; chi invece predilige
la birra ha solo l'imbarazzo della scelta tra le tante birrerie che si
incontrano lungo la via. Ci sono anche dei circoli Arci che spesso offrono
concerti per chi desidera assistere e spettacoli di musica dal vivo di
vario genere.
Il via-vai continua fino a notte fonda, fino a quando i locali cominciano
a svuotarsi e, chi prima chi dopo, ad abbassare le saracinesche. Qualcuno
indugia sulla via del ritorno, fermandosi a mangiare qualcosa dai kebab
che stanno aperti tutta la notte. Altri fanno gruppo per la strada, scambiandosi
gli ultimi saluti.
Ore 3: i locali sono ormai chiusi, il Pratello torna ad essere un piccolo
borgo, almeno fino al prossimo aperitivo.
Francesca Corbo, Andrea Napoli, Irene Zennaro e Anna Monti
partecipanti al laboratorio formativo "Professione Cittadino" della laurea
specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno
accademico 2006-2007
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