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inchiesta VIA DELLE MOLINE E VIA DELLE BELLE ARTI
A cura di Sara Trigolo, Alice Lombardi, Maria Sara Bertuccioli, Davide Magri
Flow, l'etnografo che esplora via delle Moline e via dele belle arti

Night&day

La città degli studenti ?

Studenti e degrado

Studenti e residenti: incontro o scontro?

Le ragazze si sentono sicure in via delle Moline?

I commercianti di via delle Moline

L'attività dei comitati

proposte conclusive


Piazze: i salotti condivisi dagli studenti

I COMMERCIANTI DI VIA DELLE MOLINE

Gli esercenti e i problemi della zona


Via delle Moline è una strada con tanti esercizi pubblici: vi sono pub, bar, negozi di abbigliamento, che ovviamente sono frequentati sia da i residenti della zona sia dalle persone che utilizzano la via come passaggio dalla zona universitaria a via Indipendenza.

Durante i giorni di osservazione abbiamo constatato che i locali sono affollati, soprattutto a partire dall'ora dell'aperitivo, quando gli studenti staccano dallo studio, per poi proseguire fino a notte inoltrata. Abbiamo voluto intervistare i gestori di due locali che rappresentano due diverse tipologie di esercizio: il Blanco Caffè, frequentato da persone, per così dire, selezionate e un alimentari gestito da un pakistano.

Quest ultimo ci ha parlato dei suoi clienti tipo, studenti per la maggior parte e del rapporto, buono, che ha instaurato con essi: "Con alcuni sono anche diventato amico, quando passano facciamo due chiacchiere. Devo dire che sono molto contento di questo". Ci dice anche che non ha mai avuto problemi con i ragazzi ma piuttosto con altri immigrati : "Ho avuto qualche problema con marocchini, tunisini….La sera vengono dentro ubriachi e vogliono che gli dia da bere e poi non vogliono pagare; ogni tanto alzano anche la voce". A questo punto è venuto spontaneo chiedere se si sentisse tutelato o meno dalle forze dell'ordine, se siano intervenuti e in quale modo. Egli ci ha dato una risposta che non aspettavamo e che ci ha lasciato un attimo allibiti: "Sinceramente non è che puoi contarci più di tanto; un paio di volte li ho chiamati ma quando sono arrivati era già finito tutto. Da allora mi arrangio da solo". Con un gesto rapido e con un orgoglioso ma rassegnato sorriso, ha estratto una mazza da baseball da sotto il bancone aggiungendo un'amara conclusione: "O fai così o devi chiudere".

Un po' scossi da questa risposta ci siamo recati dall'altra parte della strada al "Blanco Caffè", ambiente abbastanza ricercato, ora di punta, l'aperitivo serale, gente ben vestita. Ci accoglie il gestore. Iniziamo il discorso parlando anche con lui dei clienti del locale, della gente che frequenta via delle Moline. "Di giorno è più selezionata magari ci sono studenti, la gente che va al lavoro. La sera invece c'è di tutto". Sostiene che qualcosa è migliorato di notte dopo l'introduzione della pedonalizzazione nel tratto di strada che lo riguarda, ma che comunque di giorno la gente rimane la stessa. Riferisce di non avere avuto problemi con il locale anche perché la chiusura, durante la settimana, è verso le 11.
Attraversando via delle Moline, nel periodo di osservazione, abbiamo notato che il "Loft", locale storico della via, è chiuso e lo sarà per quindici giorni. Non ha rispettato l'ordinanza contro i locali cosiddetti "fracassoni".

Di questi argomenti abbiamo discusso con il Prof. Alberto Tassinari, presidente dell'associazione "Scipio Slataper", Associazione per la tutela del centro storico di Bologna e della sua immediata periferia. Egli sta tentando di organizzare un confronto tra i residenti e i negozianti della zona per risolvere i problemi di degrado e schiamazzi notturni. "Speriamo di riuscire a far comprendere ai titolari di esercizi che l'atteggiamento di chiusura che hanno dimostrato sino ad oggi nei confronti delle richieste dei residenti è totalmente controproducente". Inoltre esprime il giudizio positivo sulla nuova ordinanza in quanto sono stati stabiliti una serie di comportamenti ben precisi che gli esercenti sono tenuti a rispettare se non vogliono incorrere in pesanti sanzioni.

L'ordinanza è entrata in vigore l'8 gennaio 2007, è vietata la vendita di bevande alcoliche ed analcoliche, in qualsiasi contenitore, dalle 22.00 alle 6.00 del giorno successivo.
Abbiamo incontrato un gruppo di ragazze poche sere dopo l'entrata in vigore dell'ordinanza. Avendo fatto loro notare la birra in mano ecco cosa ci hanno risposto: "Io sì, sapevo che c'erano però non me ne sono mai accorta, cioè ufficialmente non mi hanno mai fermato o detto cose". "E' vero che ci dobbiamo adeguare anche noi studenti a Bologna, ma anche Bologna si deve adeguare a noi, ma il modo non è di certo non dando da bere dopo una certa ora o non so di uscire con la roba da bere dai locali, tanto si sa che noi la beviamo lo stesso".





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Maria Sara Bertuccioli partecipante al laboratorio di giornalismo civico- etnografia urbana della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno accademico 2006/2007

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna