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inchiesta VIA DELLE MOLINE E VIA DELLE BELLE ARTI
A cura di Sara Trigolo, Alice Lombardi, Maria Sara Bertuccioli, Davide Magri
Flow, l'etnografo che esplora via delle Moline e via dele belle arti

Night&day

La città degli studenti ?

Studenti e degrado

Studenti e residenti: incontro o scontro?

Le ragazze si sentono sicure in via delle Moline?

I commercianti di via delle Moline

L'attività dei comitati

proposte conclusive


Piazze: i salotti condivisi dagli studenti

L'ATTIVITA' DEI COMITATI

Le iniziative e le proposte dei comitati di quartiere, impegnati nella salvaguardia della zona di via Moline e via delle Belle Arti


La presenza di opinioni discordanti emerse fin qui all'interno della nostra inchiesta in merito alla zona di via delle Belle Arti e via delle Moline e ai problemi di degrado e convivenza tra diversi gruppi sociali che la investono, ci ha spinto a cercare qualche ulteriore risposta da parte di quelle associazioni di cittadini che da anni sono attivamente impegnate nel fronteggiare tali questioni.

Spetta quindi al professor Tassinari, membro dell'Associazione per la tutela del centro storico di Bologna e della sua immediata periferia " Scipio Slapter", cercare di portare un po'di chiarezza all'interno del variegato quadro di opinioni emerso fino ad ora.

L'associazione per la tutela del centro storico di Bologna è una libera forma associativa, nata nel 2001 proprio per fronteggiare i problemi di degrado che investono il centro storico della città. "La gestione Guazzaloca da questo punto di vista è stata un autentico disastro- inizia a spiegarci il professor Tassinari- in questo periodo molti dei problemi che erano già emersi negli anni passati si sono acutizzati e ciò ha portato alla nascita di molti comitati". Ma quali sono in definitiva i problemi maggiori che investono la zona di Via delle Moline e Via delle Belle Arti? "I problemi maggiori sono quelli che in definitiva caratterizzano tutto il centro storico. Innanzitutto lo scarso rispetto per gli spazi pubblici dimostrato da una larga maggioranza di popolazione. In secondo luogo la mancanza di rispetto per i diritti dei residenti che durante le ore serali sono costretti a sopportare il chiasso e la confusione che dipendono dalla presenza di molti locali nella zona". Tale situazione ha portato nel corso degli anni molti cittadini a dare vita a comitati e a tutta una serie di attività al fine di fronteggiare la situazione. Iniziative che, purtroppo non sempre si sono concretizzate: "Già nel 2002- afferma con un po' di amarezza il professor Tassinari- avevamo proposto al Comune l'istituzione di un Tavolo di confronto permanente sui problemi del centro storico. Purtroppo la cosa non si è mai concretizzata. Negli ultimi tempi stiamo invece cercando di riunire le varie associazioni dei residenti del centro storico al fine di ottenere una maggiore forza "contrattuale" nei confronti dei negozianti affiliati all'Ascom. In definitiva sappiamo che per risolvere la questione dobbiamo cercare di armonizzare stili di vita differenti".

Quest'ultimo sembra proprio essere il concetto centrale attorno al quale ruota la maggior parte dei problemi del centro storico. Tuttavia riuscire ad armonizzare stili di vita differenti dovrebbe anche significare includere all'interno del dibattito categorie di persone come gli studenti o più in generale i giovani che, da quanto emerso sino ad ora, ne risultano un po'tagliate fuori. Questo, nonostante essi siano il gruppo sociale che con maggiore assiduità vive il centro storico. "Esiste un rapporto diretto e costante tra noi e vari docenti dell'università", aggiunge il professor Tassinari. "Attraverso tale rapporto cerchiamo di promuovere iniziative che coinvolgano direttamente il mondo universitario. Tuttavia esiste una difficoltà oggettiva ad entrare in contatto con gli studenti. Attualmente è in corso un Tavolo sulla sicurezza sulla zona universitaria presso il quartiere S. Vitale che si è posto il problema di coinvolgere i rappresentanti delle organizzazioni studentesche in questo dibattito. Al momento la cosa non si è ancora realizzata a causa del grande numero di associazioni che caratterizzano il mondo universitario. Auspichiamo comunque che presto possano essere coinvolti i rappresentanti delle organizzazioni studentesche più rappresentative".

Ad ogni modo si avverte secondo il dottor Tassinari una cronica mancanza di nuovi spazi quali circoli, sale di lettura dove i giovani si possano incontrare per socializzare: " Con questo non voglio dire che gli studenti non abbiano il diritto di vivere gi spazi pubblici come quelli di Via delle Moline o Via delle belle Arti- puntualizza sempre il dottor Tassinari- L'importante è che capiscano che tali spazi devono essere rispettati".

Vedere i giovani e gli studenti come i principali responsabili del problema del degrado del centro storico è però errato e superficiale. I comportamenti incivili vanno attribuiti in egual misura tra tutte le componenti della popolazione: " Mi capita spesso vedere distinti signori che portano il cane a passeggio in centro- prosegue il professor Tassinari- e che non si degnano neppure di raccogliere i bisogni dei loro animali: come vedete è un problema di educazione fondamentalmente". Ma se il degrado, i problemi di convivenza sono legati fondamentalmente ad una questione di educazione e rispetto, le mere sanzioni invocate spesso dai residenti non rischiano di rappresentare un modo errato o quantomeno superficiale di affrontare i problemi? "Sicuramente le sole sanzioni non possono risolvere il problema. Infatti noi siamo convinti che alla polizia sia statale che municipale dovrebbero essere affiancati i vigili di quartiere. Essi dovrebbero avere una funzione di mediazione tra le istituzioni, i giovani e il resto della cittadinanza".

Ma la soluzione potrebbe anche passare attraverso un maggior coinvolgimento dei giovani, in particolare degli studenti fuori sede, alla vita e al dibattito pubblico; per esempio attraverso iniziative quali la concessione del diritto di voto anche a loro: "Sicuramente un maggiore coinvolgimento dei giovani al dibattito pubblico non potrebbe che giovare a tutti. Io sono convinto che tentare di generare un senso di appartenenza alla città da parte degli studenti sia importante. Tutto ciò però non può prescindere dal rispetto di alcune regole di rispetto fondamentali".

Il problema della convivenza tra diversi gruppi sociali all'interno del centro storico resta dunque aperto ma dalle parole che abbiamo avuto il piacere di scambiare con il professor Tassinari emerge come la soluzione della questione non possa prescindere tra le altre cose da un serio e continuo dibattito tra le parti in causa.
lo stesso".





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Davide Magri partecipante al laboratorio di giornalismo civico- etnografia urbana della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno accademico 2006/2007

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna