Home Page | L'idea | il Progetto | la Redazione | Scrivici | Rassegna Stampa | Newsletter




Cittadini Attivi
Comitato è bello
Comitati e giornalisti:
idillio difficile

A scuola di
cittadinanza

Nuovi Cittadini
Apprendista Cittadino
Studenti senza polis
Malgrado il degrado
Click Servizi
Blog
Le nostre Iniziative
Archivio
Credits


inchiesta VIA DELLE MOLINE E VIA DELLE BELLE ARTI
A cura di Sara Trigolo, Alice Lombardi, Maria Sara Bertuccioli, Davide Magri
Flow, l'etnografo che esplora via delle Moline e via dele belle arti

Night&day

La città degli studenti ?

Studenti e degrado

Studenti e residenti: incontro o scontro?

Le ragazze si sentono sicure in via delle Moline?

I commercianti di via delle Moline

L'attività dei comitati

proposte conclusive


Piazze: i salotti condivisi dagli studenti

LA CITTA' DEGLI STUDENTI

L'aggregazione di strada: Bologna "città aperta"?

Ogni anno centinaia di studenti scelgono Bologna per intraprendere il loro cammino universitario. Molti di loro provengono da diverse regioni d'Italia e quando si trasferiscono qui devono inserirsi in un nuovo ambiente, vivere e convivere in uno spazio pubblico differente. Ci siamo addentrati in questo mondo e abbiamo cercato di capire come gli universitari si rapportino allo spazio pubblico bolognese. Abbiamo partecipato alle loro attività quotidiane seguendoli mentre corrono da una parte all'altra del centro, mentre mangiano qualcosa al volo tra una lezione e l'altra o si incontrano per una birra dopo una giornata di studio. In dieci giorni a stretto contatto con l'universo studentesco ne abbiamo scoperte di cose interessanti…seguiteci!

Largo Respighi, Via Belle Arti…Via delle Moline! Eccoci arrivati.
Ci rendiamo subito conto di essere nelle immediate vicinanze della zona universitaria: studenti che corrono con i libri sottobraccio, giovani che mangiano un panino seduti su un muretto e, man mano che passano le ore, ragazze e ragazzi che si fermano a chiacchierare. Li osserviamo per un pò mentre reggono un bicchiere nella mano sinistra e una sigaretta nell'altra o mentre si siedono in terra a ridere tra loro; poi decidiamo: vogliamo parlarci, capire perché sono qui e cosa stanno facendo. Approfittiamo del clima relativamente mite per sederci in strada assieme a loro. Ci troviamo in via delle Moline, di fronte al bar "Il Ritrovo". E' la mezzanotte di un giovedì sera come tanti nella Bologna universitaria e vediamo che la via è piena di giovani che preferiscono stare all'aperto piuttosto che nei locali poco più avanti. Ci presentiamo e ci uniamo alla conversazione. E quando chiediamo che ne pensano dell'aggregazione di piazza tipicamente bolognese ci rispondono più o meno tutti allo stesso modo:Tommaso Cerusici, di Senigallia (Marche), 21 anni, iscritto al corso di laurea in Storia contemporanea: "Qui c'è una concezione profondamente diversa degli spazi rispetto a quella a cui ero abituato, è un riprendersi dei pezzi di città ad uso comune per stare insieme, per incontrarsi, senza bisogno di spendere 15 € in un locale. Mentre a Senigallia l'aggregazione avviene in un'ottica consumistica, tutto gira intorno al locale di tendenza."

Studentesse di Bagno di Romagna, Cesena, Vicenza, iscritte al Dams, a Scienze della Comunicazione e a Fisica, 21 anni: "A casa non ci sediamo in terra a berci una birra, qui invece c'è un sacco di gente che lo fa, è normale ed è come un salotto. È un'abitudine positiva perché offre una comunicazione differente."
Guido Grimaldi, di Giulianova (Abruzzo), 23 anni, iscritto a Lettere Moderne: "La condivisione di piazze e strade e la presenza di portici facilitano la comunicazione e lo stare insieme. A Bologna ci si può incontrare con gli amici senza bisogno del locale. Esco, compro una birra dal pakistano e la pago 0,80 € e me la bevo qui, sotto il portico."

C'è quindi un filo conduttore tra le interviste raccolte ed i comportamenti osservati. Gli studenti fuori sede non utilizzano la zona soltanto come luogo di passaggio. Innanzitutto la scelgono per trascorrere il tempo libero perché qui si trovano bibite e spuntini a prezzi più bassi rispetto ad altri locali. E' ovvio che essere uno studente fuori sede implica mangiare e divertirsi all'interno di un determinato budget. Oltre a questo, però, i fuori sede concordano nell'attribuire al quartiere e ai luoghi pubblici bolognesi in generale delle funzioni di socializzazione. E da quanto emerso dalle loro testimonianze questo ruolo associativo è proprio della città, è considerato uno dei suoi tratti caratteristici. Come ci dice Tommaso, infatti, nelle altre città ci si incontra nei pubs, nei bar e al massimo si sta all'aperto per la legge sul fumo. Bologna invece non offre soltanto degli spazi "aperti a tutti": ciò che fa la differenza è l'ottica con la quale gli studenti si avvicinano agli spazi pubblici.

Sembra proprio che le strade e le piazze di questa città siano rimaste i luoghi d'incontro e di aggregazione comunitaria che erano un tempo. Anzi, sembra che il passato e il futuro si incontrino ogni giorno nelle strette vie medievali di un centro che ospita al suo interno una vera e propria comunità. I residenti, i commercianti e tutti quei lavoratori che s'incontrano per strada ogni giorno e che utilizzano questi luoghi come infrastrutture che è necessario attraversare per giungere a destinazione, convivono accanto ad un'altra comunità. La collettività studentesca si riversa nelle strade e nelle piazze e le rende luoghi d'incontro a tutti gli effetti. Ne modifica la funzione strumentale riappropriandosi di luoghi che sente propri e che vive in una dimensione comunitaria. Realizza, insomma, una sua sfera pubblica che non si limita al puro intrattenimento. Al suo interno l'insieme di tutti quei giovani che si trasferiscono a Bologna instaurano nuovi legami e ricreano un'identità differente, fondata sull'essere studenti.
Naturalmente questo processo ha degli effetti collaterali: vivere i luoghi pubblici porta con sé numerosi risvolti, sia in termini di impatto sul territorio che di rapporti con i residenti.
città.

.

Alice Lombardi partecipante al laboratorio di giornalismo civico- etnografia urbana della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale e politica-anno accademico 2006/2007

 

Laboratorio Formativo Permanente - Laurea Specialistica in Scienze della Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica - Università di Bologna