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inchiesta
VIA DELLE MOLINE E VIA DELLE BELLE ARTI
A cura di Sara Trigolo, Alice
Lombardi, Maria Sara Bertuccioli, Davide Magri
Flow, l'etnografo che esplora via delle Moline
e via dele belle arti
Night&day
La città degli studenti
?
Studenti e degrado
Studenti e residenti: incontro
o scontro?
Le ragazze si sentono sicure in via delle
Moline?
I commercianti di via delle Moline
L'attività dei comitati
proposte conclusive
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Piazze: i salotti condivisi dagli studenti
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NiGHT & DAY
Luce e buio, traffico e bivacco: momenti diversi per pratiche diverse
Tra le diverse tematiche emerse dall'osservazione etnografica
dell'area compresa tra via delle
Moline, Largo Respighi e via delle Belle Arti, ci è sembrato
particolarmente interessante
approfondire le differenze riscontrate nell'utilizzo di tali spazi nelle
diverse ore giornata.
L'osservazione e le interviste effettuate a passanti e a gestori di
esercizi hanno infatti sollevato
alcuni aspetti interessanti e a volte tra loro contraddittori.
"La sera c'è di tutto in giro, almeno per questa strada.
Di giorno è più selezionata magari ci sono
studenti, la gente che va al lavoro. La sera invece c'è di tutto":
queste sono le parole del gestore di
un bar in via delle Moline. In effetti, tra il giorno e la notte la
differenza esiste. Ma, prendendo in
prestito le parole del barista, possiamo diversamente affermare che
è durante il giorno che c'è di
"tutto": residenti, commercianti, studenti, punkabbestia...
Durante
il giorno, la zona in oggetto sembra rispondere principalmente alla
funzione di connettore
tra diverse parti della città: un intenso via vai che vede
incrociarsi i destini di residenti indaffarati
nelle loro faccende, lavoratori, studenti, punkabbestia, giovani e anziani;
tutti percorrono avanti e
indietro questo lungo canale che collega il centro alla zona universitaria.
Verso pausa pranzo il
flusso di persone si arresta parzialmente: c'è chi va a pranzare
in uno dei locali che fornisce servizio
di ristorazione, e chi invece preferisce comprare una pizza o un panino
da consumare sulle panchine
di pietra di via delle Belle Arti, proprio all'incrocio delle tre vie.
La sera, invece, il pubblico cambia, e sono gli studenti e i punkabbestia
a farla da padroni. Eccezion
fatta per le serate in cui va in scena uno spettacolo al Teatro Comunale:
si possono allora incrociare
per la strada donne in pelliccia e uomini in giacca e cravatta che percorrono
la via per tornare alle
proprie abitazioni.
Alle sei e mezza, quando molte delle biblioteche di via Zamboni chiudono
i battenti, gli studenti
sono pronti per l'aperitivo, un momento in cui scaricare le tensioni
della giornata, in compagnia
degli amici, di uno spritz e di qualche stuzzichino che, in alcuni casi,
diventa una vera e propria
cena. Per lo svolgimento di questo 'rituale', studenti sembrano privilegiare
la zona antistante il bar
College e i locali in via delle Moline. Quando il College bar in Largo
Respighi è chiuso, via delle
Moline e via delle Belle Arti diventano più ambite: qui si possono
infatti trovare più locali, e la
recente pedonalizzazione rende anche più vivibile lo spazio.
Molti -studenti, commercianti e
residenti- sostengono, infatti, che la recente pedonalizzazione e i
lavori di riqualificazione abbiano
migliorato la vivibilità della zona anche se non mancano lamentele
circa l'effettiva validità del
sistema basato sui dissuasori mobili, in realtà più
che facilmente 'dissuadibili'.
Come già affermato, il divieto di accesso alle macchine in
via delle Moline ha avuto diversi
riscontri positivi, tra cui un notevole incremento nelle possibilità
di utilizzare tale spazio come
luogo di aggregazione. Alcune studentesse fuori sede intervistate in
orario notturno davanti al bar 'il
Ritrovo' sostengono che una delle peculiarità di Bologna sia
la possibilità di vivere le piazze e
alcune strade come dei veri e propri salotti, in cui è possibile
mettere in pratica modalità di
comunicazione differenti rispetto a quelle possibili in un locale chiuso,
come ad esempio i pub.
Un altro aspetto sottolineato dalle ragazze intervistate è l'inefficacia
delle ordinanze comunali
finalizzate a regolamentare la vendita di sostanze alcoliche. A parer
loro infatti, tali ordinanze
sottendono parecchia ipocrisia in quanto discriminano negozi di alimentari
-in cui è possibile
trovare da bere a poco- in favore di esercizi commerciali come i pub
per i quali l'orario di chiusura è
posticipato alle tre di notte. Tale ordinanza sembra voler dire: "se
vuoi bere puoi, ma solo nei pub
pagando 5 euro per una birra". Le ragazze riconoscono l'estrema
maleducazione e la mancanza di
rispetto da parte di alcuni, studenti e non, che contribuiscono ad esasperare
i residenti e a fomentare
il conflitto, ma al tempo stesso sottolineano un atteggiamento negativo
della città nei confronti degli
studenti, considerati troppo spesso come categoria da sfruttare, senza
accettarne le esigenze
ricreative.
Senza negare che anche in questa zona si siano verificati comportamenti
irrispettosi nei confronti di
cittadini e residenti, che più volte si sono appellati all'Amministrazione
Comunale, la situazione in
via delle Moline e Largo Respighi appare molto più pacifica.
Nelle serate passate ad osservare la
zona non si sono verificate situazioni di caos estremo, né sassaiole
con bottiglie, situazioni che,
invece, si possono registrare con maggiore frequenza nella zona di via
Zamboni, Piazza Verdi e via
Petroni.
Come emerso dall'indagine, gli attuali provvedimenti attuati dall'amministrazione
comunale non
sembrano soddisfare le diverse categorie coinvolte (studenti, residenti
e commercianti) ed appare
necessario un serio confronto che porti ad individuare le strategie
migliori per rendere possibile una
pacifica convivenza in questa meravigliosa zona della città.
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Sara Trigolo
partecipante al laboratorio di giornalismo civico- etnografia urbana
della laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica,
sociale e politica-anno accademico 2006/2007
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