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inchiesta
VIA DELLE MOLINE E VIA DELLE BELLE ARTI
A cura di Sara Trigolo, Alice
Lombardi, Maria Sara Bertuccioli, Davide Magri
Flow, l'etnografo che esplora via delle Moline
e via dele belle arti
Night&day
La città degli studenti
?
Studenti e degrado
Studenti e residenti: incontro
o scontro?
Le ragazze si sentono sicure in via delle
Moline?
I commercianti di via delle Moline
L'attività dei comitati
proposte conclusive
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Piazze: i salotti condivisi dagli studenti
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PROPOSTE CONCLUSIVE
Come riuscire a generare e diffondere tra la popolazione un diverso modo
di vivere la zona di via delle Belle Atri e via delle Moline?
Al termine di questo nostro breve ma interessante viaggio attraverso alcune
vie del centro storico è importante cercare di capire quali iniziative
e misure possano essere messe in atto al fine di migliorare le condizioni
di vivibilità e utilizzo degli spazi pubblici nella zona di Via
delle Moline e Via delle Belle Arti, sia per tutta quella determinata
serie di persone che vive la zona come un luogo di incontro o di semplice
passaggio, sia per coloro che risiedono stabilmente da quelle parti.
Come abbiamo visto, a seconda di come le persone vivono e utilizzano il
luogo, esse portano avanti determinate richieste e aspettative nei confronti
di esso e di tutti coloro che in qualche modo vi interagiscono.
.
In particolare come abbiamo visto i residenti denunciano una mancanza
di cura e rispetto per gli spazi pubblici in particolare da parte
di coloro che utilizzano il luogo come posto di ritrovo. Gli studenti,
i punk'a bestia e i cittadini di origine straniera sono spesso indicati
come i principali responsabili del degrado che investe la zona e della
mancanza di vivibilità e sicurezza specialmente nelle ore notturne.
Ciò che i residenti richiedono sono una serie di misure preventive
e restrittive nei confronti dei locali per quanto riguarda in particolare
gli orari di chiusura e la vendita degli alcolici. Alcuni residenti inoltre
gradirebbero una presenza più massiccia di forze dell'ordine. L'atteggiamento
verso i giovani e in particolare gli studenti è disomogeneo. Se
da un lato infatti alcuni residenti denunciano insofferenza e arrivano
anche a incolpare l'università dei problemi che investono la zona,
altri considerano comunque la presenza degli studenti un fattore positivo
e sono convinti che ci siano i margini per avviare un dialogo.
Gli studenti dal canto loro considerano la vita notturna che si svolge
in questa zona in modo estremamente positivo anche se qualcuno, in
particolare le ragazze, denuncia un diffuso senso di insicurezza specialmente
in determinate ore della notte. Il ritrovarsi per strada, al di fuori
dei locali rappresenta comunque per i giovani che frequentano la zona
un modo caratteristico e importante per socializzare. Alcuni studenti
inoltre tendono a evidenziare i benefici in termini economici che la città
di Bologna riceve dalla loro presenza e la necessità da parte delle
istituzioni di concedere in cambio di questi benefici, legittimi diritti
di svago.
E' molto interessante che alcuni studenti abbiano sostenuto che la
questione del degrado sarebbe utilizzata spesso in modo strumentale da
parte delle istituzioni o da determinati gruppi di cittadini per secondi
fini come ad esempio la ricerca di consensi a livello politico; essi non
negano infatti che il problema del degrado esista ma evidenziano anche
come esso spesso venga pubblicizzato e ingigantito da parte delle istituzioni
o di alcuni residenti e poi raramente vengano prese misure atte a contrastarlo:
uno spunto su cui varrebbe la pena di riflettere.
Va inoltre evidenziato come alcuni giovani abbiano sottolineato che una
migliore integrazione degli studenti fuori sede all'interno del tessuto
sociale cittadino potrebbe anche passare attraverso un loro maggiore coinvolgimento
all'interno del dibattito pubblico, per esempio attraverso iniziative
quali la concessione del diritto di voto anche a livello di circoscrizione.
Ciò potrebbe portare ad un diverso modo di vivere gli spazi pubblici
da parte degli studenti. Naturalmente ciò non potrebbe e non dovrebbe
significare un abbandono dei luoghi pubblici da parte dei giovani, che
rimangono i più importanti punti di aggregazione per quest'ultimi.
In conclusione ciò che è comunque emerso dalla nostra inchiesta
è l'importanza che la zona di Via delle Moline e via delle Belle
arti ricopre per molti giovani come punto di aggregazione, specialmente
durante le ore notturne.
La mancanza di integrazione tra il loro stile di vita e quello dei residenti
che abbiamo talvolta registrato va forse ricercata nella scarsa comunicazione
esistente tra le due parti in causa. In questo caso, molto probabilmente,
potrebbero essere le stesse istituzioni ed i comitati a promuovere l'apertura
di un dialogo attraverso tutta una serie di iniziative quali incontri
e riunioni. Tali iniziative potrebbero portare ad una maggiore comprensione
tra le diverse parti in causa e alla nascita di un discorso costruttivo
su come vivere e gestire gli spazi pubblici.
.
Davide Magri
partecipante al laboratorio di giornalismo civico- etnografia urbana della
laurea specialistica in Scienze della comunicazione pubblica, sociale
e politica-anno accademico 2006/2007
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