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IL RUMORE FA DEGRADO


Vi informo che ieri i comitati riuniti nella Federazione delle strade hanno partecipato ad un incontro con Cofferati, Pavarini, associazioni di commercianti, sindacati, ecc.ecc. Avremmo voluto che a questo incontro partecipassero anche i mezzi di informazione affinché ne fossero riferiti gli esatti contenuti alla cittadinanza. Purtroppo Cofferati ha rifiutato di rendere pubblico l'incontro e quindi ha obbligato la stampa a stare fuori.

L'incontro è stato deludente, noi cittadini ci siamo sentiti presi in giro da una promessa di partecipazione e confronto che in effetti si è svolta solo a parole ma non ha fatti. Il tragico destino della città è stato deciso da tempo ed a nulla sono valsi i nostri appelli di tutela della salute dei cittadini. Ci aspettavamo con questo incontro di sentire dalla voce di Cofferati le sue decisioni in merito al nostro destino ma il Sindaco non ha neanche avuto il coraggio di affrontarci demandando le risposte all'Assessore Mura (ieri non presente) che riceverà oggi i comitati per enunciare le decisioni.

Una di queste, atroce, sarà di spostare l'attuale orario di chiusura base dell'UNA dei locali pubblici alle TRE senza una minima considerazione per chi vive in zone come il Pratello o Via Petroni, ecc.ecc.ecc. dove le TRE significa costringere i residenti che vogliono salvaguardare la propria salute ad andarsene Se ne potrà andare chi avrà i soldi per comprarsi una casa altrove. Chi non avrà queste possibilità dovrà "subire" ma sicuramente NON in silenzio.

Cofferati ha invece lungamente cercato di rassicurarci con promesse di maggiori controlli e maggior presenza di vigili urbani sul territorio di notte. Abbiamo contestato anche queste false promesse poichè nello stesso momento (fuori) i giornalisti stavano intervistando un vigile sindacalista della CGIL che dichiarava che le pattuglie sono già in sottonumero di giorno e quindi è utopia pensare di aumentarle di notte.

Abbiamo detto a Cofferati che noi non ce l'abbiamo contro i commercianti, anzi chiediamo all'amministrazione che aiuti il commercio a qualificarsi maggiormente e che una concessione invece solo quantitativa di ampliamenti di orario non producono certo maggiori guadagni se alla base non c'è una vera politica di riqualificazione.

Anche i presidenti di Quartiere presenti non hanno preso le nostre difese, tuttaltro. Forlani del Santo Stefano ci ha tacciato per quelli che vorrebbero spegnere la città all'una causando grossi scompensi al commercio notturno (sembrava di sentir parlare Raisi!) solo perchè qualcuno di noi ha qualche baretto rumoroso sotto casa. Continuano quindi anche ad insistere su una deviata informazione delle nostre richieste. Noi infatti ribadiamo che l'Amministrazione deve mantenere l'attuale orario base dell'UNA concedendo deroghe anche fino alle 6 del mattino ma solo a quei locali che non provocano danni socio/ambientali ai residenti. Le deroghe sono l'unica arma che abbiamo per far sì che un locale rispetti anche chi abita nella zona.

Comunque se l'Amministrazione perservererà nelle sue decisioni produrrà un aumento dei disagi che già denunciavamo all'Amministrazione Guazzaloca e ritrovarci peggio di allora ci lascia allibiti e delusi.

Di seguito vi inoltro il documento unitario che abbiamo fornito alla stampa a riunione finita:

Egregio Sig. Sindaco,
da quest'incontro ci aspettavamo di più ed altro: un confronto approfondito delle analisi e delle proposte che ci aveva fatto, contenute nei due documenti consegnateci, a cui abbiamo risposto con delle nostre contro deduzioni e proposte.
Pensiamo che sia stata una scelta inopportuna, frutto di un metodo confuso e deviante, quella di averci riunito insieme ai rappresentanti dei commercianti, dei lavoratori dipendenti, dei proprietari immobiliari. Le nostre richieste non sono mediabili né in contrapposizioni con gli interessi di queste categorie.
Per noi sbaglia un'Amministrazione che si ponga l'obiettivo della mediazione o peggio di uno scontro tra noi e questi diversi soggetti sociali. È un'Amministrazione che vuole eludere le proprie responsabilità di fronte ai suoi cittadini.
Tantopiù che sulla stampa è stata diffusa la notizia che l'Amministrazione ha già preso le sue decisioni in merito. Se è così avremmo preferito un confronto vero!
La nostra questione è semplice: nei luoghi in cui abitiamo ci sono negate salute e sicurezza, condizioni essenziali per un'esistenza dignitosa. Su questo non possiamo mediare, ma possiamo collaborare con tutti per il bene comune.
Questa nostra condizione può essere o non riconosciuta e negata, fino a costringerci alla malattia o all'esodo; o riconosciuta e quindi fatto tutto perché cessi.
La responsabilità della scelta è, in ambo i casi, dell'Amministrazione, e in particolare sua sig. Sindaco, poiché a lei spetta la tutela della salute di tutti i suoi cittadini.
Per il resto riaffermiamo che non siamo contro i commercianti e la loro attività, non siamo contro i giovani e la loro voglia di divertirsi, e tanto meno siamo contro la nostra città, in cui vorremmo continuare ad abitare.
Anzi, abbiamo la presunzione di credere che una città capace di aver rispetto dei suoi cittadini, del loro diritto alla salute e alla sicurezza, sia un città migliore.


Barbara Rinaldi , 9 marzo 2005


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