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LEGALITÀ, POLIZIA MUNICIPALE E “MEDIATORI DELLA NOTTE”


Da questo punto di vista sono molto preoccupanti le dichiarazioni (riportate dalla stampa) del Presidente del Quartiere S. Stefano Forlani, secondo il quale i futuri “mediatori della notte” non andrebbero neppure in Piazza S. Stefano di notte a parlare con chi fa rumore (perché un simile intervento sarebbe giudicato troppo repressivo) ma si limiterebbero a organizzare incontri “in campo neutro” tra queste persone e i residenti. Un approccio simile rappresenterebbe un inutile spreco di denaro pubblico e avrebbe come unico risultato quello di far apparire come mediabili, e quindi legittimi, dei comportamenti che al contrario sono proibiti dalla normativa vigente (a cominciare dal regolamento di polizia urbana) e andrebbero quindi sanzionati.

Quello che sarebbe veramente utile è una maggiore presenza della polizia municipale nelle ore notturne, anche attraverso forme di pattugliamento a piedi, in modo da sanzionare chi commette atti illeciti: chi abbandona rifiuti, chi canta e urla di notte sotto le finestre delle abitazioni, tiene lo stereo dell’auto a tutto volume o semplicemente parcheggia in divieto di sosta, nei passi carrai, sui marciapiedi, ecc. Oggi tutti questi comportamenti appaiono a molti legittimi e chi se ne lamenta viene spesso bollato come “di destra”, “amante del quieto vivere”, “anziano” o “di scarsa apertura mentale”. D’altro canto chi li commette sa di poter contare su un’assoluta garanzia di impunità, vista l’attuale mancanza di controlli nelle ore notturne.

Anche nei confronti dei locali pubblici chiassosi il cittadino è pressoché inerme. A dispetto del regolamento di polizia urbana, i gestori dei locali spesso non controllano che i loro clienti “evitino comportamenti dai quali possa derivare pregiudizio alla quiete pubblica o privata” o “stazionino nelle adiacenze del locale”. La recente ordinanza dell’assessore Mura sugli orari dei pubblici esercizi spesso è disattesa, in particolare per quanto riguarda l’obbligo di cessare l’utilizzo delle aree esterne al locale alle ore 01.00. Per i cittadini però è molto difficile ottenere la presenza dei vigili, che non intervengono oppure lo fanno dopo molte ore, a volte addirittura quando il locale è già chiuso. Sarebbero al contrario necessari controlli sistematici, possibilmente anche attraverso l’impiego di personale in borghese, in modo da assicurare un rispetto reale di queste norme.

L’amministrazione comunale deve garantire il rispetto della legalità almeno per ciò che è di competenza della polizia municipale (schiamazzi notturni, divieto di sosta, ecc.). Se non è in grado di farlo sanzionando i responsabili, a causa di carenze di organico o altro, l’unica via possibile sarebbe l’adozione di provvedimenti di carattere più generale, come la chiusura dei locali all’una di notte senza deroghe o l’estensione dei divieti sanciti da Sirio fino alle 24. Ma entrambi questi provvedimenti erano già stati inseriti tra le richieste dei residenti del centro storico riuniti nella cosiddetta “Federazione delle Strade” e sono stati rifiutati dall’amministrazione.


Claudio Flamigni , 10 giugno 2005


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