| ANCHE GLI INQUILINI FANNO SENTIRE LA LORO VOCE: I GIORNALI PERO’ FANNO ORECCHIE DA MERCANTE |
| Comitati e giornalisti?
Certo ha dell'incredibile sentire come dovremmo imparare a giocare con l'informazione, a diventare più creativi per potere vedere qualche notizia pubblicata sui giornali. Se volessimo costruire uno show potremmo utilizzare criteri d'immagine, l'eclatanza dei colori brillanti potrebbe essere utile. Quando si tenta solo di informare, di avvisare il cittadino di quanto gli sta succedendo attorno, di fargli capire che ha qualche diritto da riscuotere ricucito con tanta fatica, allora dovrebbe bastare qualche riga che il giornalista può portare in bella calligrafia, volendo. Realmente i giochi sono altri. E' difficile pensare che un ricorso al TAR collettivo, fatto contro l'intero piano antenne 2003, non sia una notizia …… beh!, qualche giornale è riuscito a non pubblicarla. Comitati con motivazioni sociali che decidono di mettere al primo posto la difesa della salute!!!! Quando cercavamo di capire quale fenomeno stavamo subendo vedendo sorgere come funghi antenne per telefonia cellulare sui tetti delle case, troppo vicine ai luoghi di vita, nel corso delle molteplici assemblee organizzate dai comitati contro l'elettrosmog dal 2000, è sempre emerso con forza un'unica domanda: "Quali sono gli effetti delle onde elettromagnetiche sulla salute???!!!" Si è iniziato ad affrontare il problema analizzando la "svalutazione immobiliare", solo in modo marginale, più per necessità di allargamento e di coinvolgimento di un mondo associazionistico sensibile a questo tipo di argomentazione. La qualità dell'aria, la vivibilità di chi è costretto ad abitare vicino a fonti inquinanti, la salute pubblica, sono beni comuni, non mercificabili. Ci siamo sempre opposti fermamente alle proposte che l'ASPPI, inizialmente, e singoli isolati comitati iscritti al Codacons portano avanti della riduzione I.C.I. per le abitazioni interessate dall'inquinamento elettromagnetico. Per pochi euro non riteniamo sia in vendita la salute. Queste sono le opinioni diffuse, emerse in dibattiti accesi, che non si possono ignorare trasformando tutto in valutazioni economiche, soprattutto quelle motivazioni che spingono da anni i cittadini ad opporsi a scelte decise dall'economia gestita da pochi a scapito di un benessere collettivo. Diamo voce agli inquilini spesso senza diritto/i. Poi, vorrei mettermi un attimo a fianco "degli inquilini", ritenuti da qualcuno meno stimolati alla protesta in quanto non motivati da spinte materialiste. Quella bramata informazione insita ed inglobata nello slogan condiviso "consenso informato", al centro delle lotte dei comitati, non è tra i diritti di cui possono godere proprio gli inquilini, dimenticati dal nostro ordinamento giuridico, ignorati dallo stesso codice civile. Quando il gestore, armato di autorizzazione comunale o meno, decide il sito per una nuova antenna non deve informare gli inquilini, ma solo i proprietari degli appartamenti coinvolti che spesso abitano altrove e decidono per la salute degli altri senza rischiare troppo. La casistica in questione si commenta da sola e denota un'apertura con motivazioni serie per parlare di coinvolgimento di tutti i ceti sociali, compreso quello popolare. |
| Angela Donati , 5 aprile 2004 |
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